La dogana

L’ospitalità nipponica è proverbiale, e questo vale in particolare per i turisti che a milioni visitano le diverse aree del paese ogni anno. Per essere sicuri che il nostro viaggio sia il più piacevole possibile, però, è necessario ricordarsi anche quanto siano ligi alle regole. Di seguito, proponiamo alcuni consigli su come comportarvi alla dogana, l’unico caso dove (si spera) avrete a che fare con la rigida polizia giapponese.
Per noi europei abituati allo Schenghen, i paesi asiatici, con le loro stringenti regole per l’ingresso, anche solo per turismo, possono risultare parecchio ostici per i viaggiatori meno esperti. Il Giappone non fa certo eccezione, anzi, data la proverbiale organizzazione nipponica, ed il fatto che molta gente cerchi regolarmente di aggirare le regole per intrattenersi a lavorare illegalmente nel paese, senza la dovuta attenzione la vostra esperienza con la dogana potrebbe essere un brutto inizio in un viaggio altrimenti perfetto. Rispetto a molti altri paesi, c’è il vantaggio di ricevere il visto già all’arrivo, in maniera totalmente gratuita, quando verrà applicato al vostro passaporto direttamente al controllo con una burocrazia relativamente semplice da affrontare (niente terzi gradi come capita in molti aeroporti americani, ad esempio). Per chi ha dovuto passare attraverso le a volte imbarazzanti scenette degli aeroporti cinesi, il Giappone sarà sicuramente una passeggiata. Ricordatevi che però il visto sarà sempre ad ingresso unico, quindi se avete intenzione di farvi un giretto nei paesi vicini dovrete poi procedere a procurarvene un secondo.

Due cose sono però di fondamentale importanza, al vostro ingresso in Giappone: la prima, avere un piano di viaggio ben preciso, almeno per la maggior parte della vostra permanenza renderà tutto più facile. Difficilmente vi faranno storie se c’è un piccolo buco nella vostra organizzazione, magari perché non siete ancora sicuri se volete davvero andare a vedere questo o quel tempio, ma dire ad un ufficiale Giapponese “per il momento sono qui, dopo si vedrà” è semplicemente inconcepibile per un poliziotto nipponico. Anche se siete occidentali, quindi visti di buon occhio rispetto a molti altri tipi di viaggiatori, è meglio produrre una documentazione il più dettagliata sui vostri spostamenti, completa di biglietto di ritorno e prove che possedete contante a sufficienza a mantenervi (le carte di credito non vengono considerate, dato il continuo mutamento dei rapporti economici tra banche), e magari una lista completa dei posti dove pernotterete, in maniera che l’ufficiale doganale non abbia motivo di sospettare della vostra buona fede. In secondo luogo, se dovessero esserci problemi di qualsiasi natura è fondamentale essere sempre l’immagine della cortesia. Ben si sa quanto i giapponesi tengano a questa qualità, ed il minimo accenno di spazientimento o strafottenza, per quanto magari super giustificato, ha buone possibilità di costarvi il visto. Su certe cose non c’è maniera che i giapponesi possano transigere. Essere ben vestiti e curati, e mantenere un certo stile e compostezza, almeno alla dogana e soprattutto se per qualche ragione si venisse “invitati” per un controllo più approfondito sui bagagli, possono fare miracoli (soprattutto, ricordatevi di coprire eventuali tatuaggi). Ricordatevi inoltre, per andare sul sicuro, d’indicare sempre “turismo” come motivo del viaggio, e cercate di intrattenervi per meno dei tre mesi concessi dal visto. Infatti molti cittadini asiatici, ma a volte anche europei, approfittano di visti turistici per fare la spola tra Corea, Cina e Giappone, rinnovando di volta in volta il visto turistico e rimanendo a lavorare illegalmente anche per lunghi periodi. Anche se le punizioni sono durissime, per i trasgressori, gli alti stipendi ed i benefits fanno molta gola, soprattutto a chi viene da paesi molto poveri.

Per regola, in Giappone siete obbligati a sostenere tutte le carissime spese per il cambio del biglietto ed eventuali altre penali, previste dallo stringente regolamento, quindi queste piccole attenzioni valgono bene quel paio d’orette che serve a prepararsi un itinerario e mettersi una camicia decente.
Per quanto riguarda il vostro bagaglio, in genere basta una dichiarazione a voce di ciò che trasportate, a meno che le guardie non abbiano seri motivi per pensare che portiate con voi merce illegale. In quel caso, siate sicuri che non si faranno scrupoli a controllare ogni singolo anfratto della vostra valigia, incuranti dei danni che possano arrecare ai vostri oggetti (ovviamente, in caso d’errore loro avrete diritto ad un risarcimento).

COSA POSSO PORTARE

Potete portare con voi le seguenti cose entro i limiti indicati

1) 500 g di tabacco, 400 sigarette o 100 sigari

2) 3 bottiglie di alcolici da 760 millilitri l’una

3) 30 centilitri di profumo

4) regali e souvenir in più rispetto a quelli già citati con un valore commerciale non superiore ai 200000 yen

Se eccedete queste quantità avrete bisogno di una dichiarazione scritta, ma a meno che la quantità di merce non sia particolarmente superiore ai limiti, può accadere che i giapponesi si dimostrino flessibili.

Per prodotti alimentari, piante e animali ci sono delle restrizioni. Non si possono introdurre cibi freschi e piante.

Per prodotti come legumi e fiori secchi, cereali, carne, latticini, uova e miele, è necessario un certificato fitosanitario oppure bisogna ottenere un certificato d’ispezione.

Per i medicinali non ci sono grosse limitazioni (ovviamente devono essere a uso personale). Consiglio comunque per medicinali indispensabili, di farsi fare una dichiarazione in inglese dal proprio medico.

Nei link a fondo pagina trovate la lista di tutti i prodotti vietati e consentiti.

Se comunque avete intenzione d’introdurre nel paese l’equivalente di un milione di Yen o più in contanti (circa 7600 euro, al cambio attuale), questi vanno dichiarati senza indugio. I controlli sui flussi di denaro da e per il Giappone sono oggetto di controlli particolari, sempre per via delle scorciatoie legali cercate da chi cerca lavoro nel paese per brevi periodi.

In alcuni negozi potete usufruire del servizio Japan Tax-free (trovate il logo fuori dal negozio). Presentando il passaporto avrete diritto a NON pagare l’Iva sui prodotti acquistati (l’Iva è dell’8% su tutti i beni che “esporterete” al vostro paese, per una spesa di almeno 5000 Yen in ogni negozio). Al vostro passaporto verranno allegati gli scontrini di acquisto che dovranno essere restituiti in aeroporto (solitamente c’è un apposito contenitore di fronte al controllo passaporti). La merce acquistata con la modalità Tax-free dovrebbe essere messa nel bagaglio a mano nella sua confezione per un eventuale controllo (il condizionale è d’obbligo, visto che i controlli sono praticamente nulli). Fate attenzione però, perché alcolici e sigarette sono acquistabili con tale sistema solo negli appositi duty free all’aeroporto.

ONERI DOGANALI

Potete acquistare fino a 430 euro di beni senza pagare poi la dogana, ma per ogni spesa superiore dovrete dichiarare l’importo alla dogana italiana e pagare la tassa relativa.

Un’ultima precisazione importante riguarda l’acquisto di materiale in Giappone, specialmente i congegni elettronici per i quali sono così famosi. È bene infatti rilasciare già alla dogana italiana una dichiarazione (sotto trovate il link dove scaricare il modulo) dove elencate precisamente quali siano i vostri oggetti personali (avviso valido soprattutto per gli appassionati di fotografia che decidessero di portarsi dietro dell’equipaggiamento
molto costoso), in quanto potreste rischiare altrimenti che tali oggetti vengano considerati come acquistati all’estero, e dovere pagare una tassa su bene già acquistati, magari in Italia, sarebbe un bel modo di rovinarsi la vacanza.

Link utili

Autore

Michele Anoardi