Intervista a Pio d’Emilia: giornalista e scrittore

Pio d’Emilia è un noto giornalista e yamatologo italiano. Viva da oltre 30 anni in Giappone e attualmente è il corrispondente per l’Asia Orientale di SkyTg24. Collabora inoltre ad alcune testate italiane e straniere: Espresso, Avvenire, Tokyo Shinbun, per citare alcune.
Molti appassionati di Giappone, come me, se lo ricorderanno per aver partecipato alla trasmissione tv “Turisti per caso” in veste di “accompagnatore”. Ma soprattutto per avere seguito il tragico tsunami e l’incidente nucleare del marzo 2011, realizzando il pluripremiato docufilm “Fukushima, a nuclear story”. Più di recente, ha allargato i suoi interessi in Cina, dove l’anno scorso ha realizzato per Sky Atlantic un documentari dal titolo: “Yi dai, Yi lu, la FerroVia della Seta”

Giappone per Tutti: Buongiorno Pio e benvenuto su Giapponepertutti.it
Pio: Salve

Giappone per Tutti: Tu vivi in Giappone da oltre 30 anni, è stata una scelta di vita oppure è stata una cosa “casuale”
Pio: Ma diciamo entrambe le cose. Ero interessato al Giappone, a questo paese così lontano ma per certi versi così “simile” all’Italia… ci sono venuto appena laureato, per approfondire i miei studi di diritto penale. Ero un giovane penalista, in cerca di stimoli internazionali… In realtà non avrei mai immaginato di fermarmi per… una vita

Giappone per Tutti: Già…come mai ti sei fermato…e soprattutto come mai sei passato al giornalismo?
Pio: Questo me lo ricordo molto bene. Stavo terminando la mia tesi di dottorato sull’azione penale e le libertà personali dell’imputato, e mi fecero assistere ad un interrogatorio di polizia, da dietro una finestra a specchio. Nella saletta, piena di fumo, c’erano una decina di persone, oltre al “sospettato”: un giovane accusato di aver sottratto del denaro alla cassa del supermercato dove lavorava. Chiesi chi fossero. C’erano solo poliziotti, il datore di lavoro, perfino la madre del ragazzo. Ma non un avvocato. Chiesi come mai. Mi risposero: e perchè mai? Siamo nella fase istruttoria, non c’è bisogno di un avvocato… La “fase istruttoria” come la chiamavano, in realtà è quella che noi chiamiamo “fermo di polizia”, e che può durare al massimo 24 ore, nei paesi… civili. Qui in Giappone, allora come ora (pensate a come stanno trattando l’ex capo della Nissan-Renault, Carlos Ghosn) 23 giorni. Rinnovabili. E per singolo addebito. In pratica, se non “collabori”, concetto che per la polizia giapponese significa “confessare” puoi restare in carcere per mesi e mesi, senza essere formalmente incriminato e soprattutto senza avere diritto ad interrogatori “di garanzia”, Ce n’era abbastanza, per un giovane avvocato che aveva militato in Soccorso Rosso (l’associazione di avvocati democratici che difendeva anche gratis i militanti della sinistra, negli anni ’70) per creare un po’ di perplessità. Proposi un articolo all’Espresso. Lo pubblicarono, con richiamo in copertina. Da allora non mi sono più fermato…

Giappone per Tutti: Passiamo a qualcosa di più… allegro… molti ti ricordano per aver partecipato a “Turisti per caso”. Ci racconti brevemente quell’esperienza?
Pio: Bellissima esperienza. Organizzai praticamente tutto io, tre puntate di oltre due ore l’una. Penso che nessuno sia riuscito a raccontare il Giappone in maniera così “seria” e allo stesso tempo divertente. Patrizio e Syusy furono fantastici, dei veri geni della comunicazione.

Giappone per Tutti: Essendo residente da molto tempo in Giappone, come vedi questo forte incremento del turismo straniero avvenuto in questi ultimi anni?
Pio: Penso sia un’ottima cosa. Bisogna viaggiare, sempre di più e ovunque. Viaggiare allarga l’orizzonte ci fa capire che siamo una piccola, minuscola parte del tutto. Poi, per carità, ci sono molti modi di viaggiare e noi italiani non siamo necessariamente tra i migliori

Giappone per Tutti: Perchè?
Pio: Mah, perchè siamo ancora legati al concetto di viaggio in gruppo, tendiamo ad organizzare tutto prima, precludendoci qualsiasi possibilità di cogliere un’opportunità, cambiare programma, approfondire un luogo anziché un altro. Capisco che per molti il Giappone sia un po’ come la luna, che ci si preoccupi per la lingua, la logistica etc etc. Ma oggi, con l’ausilio di Google, Booking e tutte le altre app penso sia davvero facile muoversi da soli. Anche all’ultimo momento… Viaggiare deve essere un’avventura, lasciarsi andare, in qualche modo. Non uno stress.

Giappone per Tutti: Sicuramente farai anche tu il “turista” in Giappone. Ci consigli qualche meta?
Pio: Ma, intanto starci il più possibile. Inutile venire in Giappone per una settimana, o anche dieci giorni. Ed in questo caso, restare a Tokyo e al massimo una puntata a Kyoto. Evitate di fare come fanno (o meglio facevano, ora stanno cambiando anche loro) i giapponesi: una settimana in giro per l’Europa: Parigi, Londra, Roma, Barcellona e via a casa. Non ha senso. Se invece avete la possibilità di fermarvi almeno un paio di settimane, direi una settimana tra Tokyo e Kyoto. Evitate Osaka, dove non c’è assolutamente nulla da vedere, e anche Nara, oramai diventata uno zoo per turisti con quei poveri cerbiatti drogati di biscotti… E poi una settimana in giro per il sud (Kyushu), il nord (Tohoku o anche Hokkaido) o Shikoku. Un’isola “minore”, ma con una grande storia e posti bellissimi da visitare. Consiglio, per chi ha tempo e voglia di camminare, lo henro, il pellegrinaggio verso i vari templi dell’isola. Non dovete completarlo per forza, anche perchè si tratta di 88 templi, oltre mille chilometri… ma anche visitarne solo alcuni, a piedi, in bici o in autobus è una bellissima esperienza. 

Giappone per Tutti: Tutti ricorderanno il violento terremoto del Tohoku dell’11 Marzo 2011 con conseguente tsunami e disastro nucleare della centrale nucleare di Fukushima-Daiichi. Tu sei stato uno dei primi giornalisti ad accorrere sui luoghi del disastro….hai scritto un libro e realizzato un film…Cosa hai provato in quei giorni?
Pio: Grande dolore e grande rispetto per il popolo giapponese, capace di reagire con grandissima pazienza e dignità ad ogni tipo di catastrofe. Ma anche grande rabbia e disprezzo per i responsabili, tutt’ora a piede libero, di un incidente nucleare che non doveva succedere. 

Giappone per Tutti: Ormai si sente parlare poco o nulla del disastro nucleare, ma qualche turista chiede ancora se è sicuro o meno venire in Giappone per via delle radiazioni. Cosa puoi dirci a riguardo?
Pio: Le radiazioni, al momento, non sono un problema. Neanche nei pressi della centrale. Il problema non è quello che è successo. Il problema è quello che può ancora succedere. Ci sono tre reattori tutt’ora in melt-through, che nessuno riesce a “spegnere”. E basterebbe un altro terremoto, anche di minore intensità di quello del 2011, a scatenare l’apocalisse. L’emergenza nucleare è ancora in corso: il governo giapponese non lo dice, ma è bene che la gente lo sappia. Trovo assolutamente irresponsabile, ad esempio, che il governo giapponese abbia tanto insistito, mentendo spudoratamente al mondo intero, per ottenere le Olimpiadi. Avrebbe dovuto dare priorità al decomissionamento dei reattori, alla messa in sicurezza di una regione ancora ad altissimo rischio.

Giappone per Tutti: Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato per questa piccola intervista.
Pio: E’ stato un piacere. Grazie a voi.