Informazioni Coronavirus Covid-19

Aggiornato al 14 Giugno 2022

Attualmente È possibile andare in Giappone per turismo con diverse restrizioni. Leggere i dettagli qui sotto

Fonte Viaggiaresicuri.it (Farnesina – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)

31.5.2022
COVID-19. AVVISO A TUTTI I VIAGGIATORI
Dal 1 giugno 2022non è più richiesto il Green Pass né altra certificazione equivalente per l’ingresso/rientro in Italia dall’estero. Per maggiori informazioni Approfondimento di ViaggiareSicuri.
Si ricorda ai connazionali in procinto di partire per l’estero che i Paesi di destinazione possono continuare ad adottare normativa restrittiva per gli ingressi dall’estero. Si raccomanda di consultare gli avvisi in evidenza di questo sito per informazioni sulle misure adottate nei Paesi di destinazione.

Tutti coloro che intendano recarsi all’estero, indipendentemente dalla destinazione e dalle motivazioni del viaggio, devono considerare che qualsiasi spostamento può tuttora comportare un rischio di carattere sanitario o comunque connesso alla pandemia da COVID-19. Si raccomanda, pertanto, di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a COVID-19.

IMPORTANTE: non è più necessario compilare il dPLF (Formulario digitale di localizzazione del Passeggero)

14.6.2022
COVID-19. Aggiornamento
Dal 10 giugno 2022 è consentito l’ingresso nel Paese per motivi di turismo (oltre che per motivi di studio, lavoro e ricongiungimento familiare o per i possessori di una Residence Card in corso di validità ) da 98 Paesi, tra cui l’Italia, previo rilascio del visto e a condizione che il viaggio –  pur se acquistato da un’Agenzia di Viaggi o da un Tour Operator italiani – venga organizzato attraverso Agenzie o Tour Operator con sede in Giappone, chiamati a garantire l’osservanza da parte dei turisti delle regole stabilite dalle Autorità locali.
Per l’ingresso, è obbligatorio presentare un test PCR negativo effettuato entro 72 ore dalla partenza, corredato dal modulo compilato e firmato, reperibile al seguente indirizzo https://www.mofa.go.jp/mofaj/files/100214764.pdf.
Si invita,  in ogni caso, a contattare la Compagnia Aerea prescelta, per accertarsi che non siano richiesti documenti aggiuntivi.
MISURE DI QUARANTENA
In considerazione della diffusione a livello globale di alcune “varianti” del COVID-19, in particolare la variante omicron, le Autorità nipponiche hanno stabilito ulteriori misure obbligatorie di quarantena per quanti facciano ingresso in Giappone da diversi Paesi.

1) Per chi arriva dall’Italia: al momento dell’arrivo in aeroporto, le Autorità giapponesi, prendono visione del test PCR effettuato all’estero entro le 72 ore dalla partenza del volo. Successivamente si potrà lasciare l’aeroporto. E’ possibile l’utilizzo di mezzi pubblici per raggiungere il domicilio.

2) Le persone provenienti da: Afghanistan, Algeria, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Bahrain, Bangladesh, Belgio, Benin, Bolivia, Bosnia, Brasile, Bulgaria, Cambogia, Camerun, Canada, Cile, Cina, Colombia, Costa Rica, Costa d’Avorio, Croazia, Repubblica,Ceca Danimarca, Gibuti, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Estonia, Etiopia, Finlandia, Francia, Germania, Ghana, Grecia, Guatemala, Hong Kong, Ungheria, Islanda, Indonesia, Iran, Iraq, Irlanda, Israele, Giamaica, Giordania, Kenya, Kyrgyzstan, Laos, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Madagascar, Malawi, Malaysia, Messico, Monaco, Mongolia, Montenegro, Marocco, Mozambico, Myanmar, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Palau, Panama, Papua New Guinea, Paraguay, Filippine, Polonia, Qatar, Corea del Sud, Romania, Russia, Ruanda, Serbia, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Sud Africa, Sud Sudan, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Tanzania, Thailandia, Timor-Est, Uganda, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti, Zambia devono presentare il risultato negativo di un test effettuato entro 72 ore dalla partenza.

3) Le persone provenienti da:   Andorra, Angola, Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Bielorussia, Belize, Bhutan, Botswana, Brunei, Burkina Faso, Capo Verde, Repubblica CentroAfricana, Ciad, Comore, Cook Island, Cuba, Cipro, Repubblica Democratica del Congo, Dominica, Egitto, Guinea Euatoriale, Eritrea, Eswatini, Micronesia, Gabon, Gambia, Georgia, Grenada, Guinea, Guinea-Bissau, Guyana, Haiti, Honduras, India, Kazakhstan, Kiribati, Kosovo, Kuwait, Libano, Lesotho, Liberia, Libia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Mali, Malta, Mauritania, Maurizius, Moldova, Namibia, Nauru, Nepal, Nicaragua, Niger, Niue, Corea del Nord, Macedonia del Nord, Oman, Peru, Portogallo, Burundi, Congo, Isole Marshall, Vanuatu, Saint Christopher and Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadines, Samoa, San Marino, Sao Tome and Principe, Arabia Saudita, Senegal, Seychelles, Solomone, Somalia, Sri Lanka, Sudan, Suriname, Siria, Tajikistan, Togo, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Turkmenistan, Tuvalu, Ucraina, Uruguay, Uzbekistan, Santa Sede, Venezuela, VietNam, Yemen, Zimbabwe se vaccinate con tre dosi devono presentare il risultato negativo di un test effettuato entro 72 ore dalla partenza. Se non vaccinate con tre dosi devono effettuare un test PCR all’aeroporto e in caso di negatività osservare un periodo di quarantena di tre giorni presso il proprio domicilio.

4) Le persone provenienti da un Paese non presente sulla lista, se vaccinate con tre dosi devono effettuare un PCR test in aeroporto e devono osservare un periodo di autoisolamento di 7 giorni presso il proprio domicilio, con effettuazione del test al terzo (3) giorno. Ove il test risulti negativo, l’autoisolamento si considera terminato. Se non vaccinate con tre dosi, a seguito di un test negativo all’aeroporto devono osservare un periodo di isolamento di 3 giorni presso una struttura indicata dalle Autorità di quarantena.

I vaccini riconosciuti come terza dose sono Moderna e Pfizer, e il certificato vaccinale deve essere emesso dalle Autorità giapponesi o, in alternativa, deve recare le seguenti informazioni redatte in lingua inglese: nome, cognome, data di nascita, tipo di vaccino, data del vaccino, numero di dosi di vaccino ricevute. Il EU Digital Covid Certificate risponde a questi requisiti.

E’ consentito l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblico dall’aeroporto di arrivo al proprio domicilio, a condizione che il trasferimento avvenga entro 24 ore dal test eseguito all’arrivo.

RIMBORSI:
Pocket wifi Japan Wireless. Contattare il customer care a questa pagina chiedendo la cancellazione e il rimborso. Se il pacchetto è già stato spedito si pagherà comunque 1000 Yen (https://www.japan-wireless.com/it/contattaci)
BIGLIETTI e VOLI AEREI:
Contattate la compagnia aerea oppure l’agenzia da cui avete comprato il biglietto per avere chiarimenti su rimborsi, cancellazioni, ecc.

A partire dal gennaio 2020 si sono registrati nel Paese casi di contagio da “nuovo coronavirus ” (COVID-19).

Le autorità sanitarie giapponesi attuano misure di controllo maggiori negli aeroporti e porti di ingresso nel Paese prevedendo procedure di quarantena più rigide e procedendo a controlli medici accurati per le persone in arrivo nel paese, che possono comprendere anche una ospedalizzazione forzata. Si raccomanda di seguire ogni indicazione e richiesta da parte delle autorità locali in merito ai controlli medici.

Come ulteriore misura preventiva contro il diffondersi del virus, il Giappone ha stabilito che, salvo casi straordinari, non possono entrare nel territorio nazionale i cittadini stranieri che provengano da tutto il territorio italiano o vi siano stati nei 14 giorni precedenti all’arrivo sul territorio giapponese, con effetto di immediato respingimento alla frontiera. Tale misura si applica anche a chi proviene da Andorra, Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Iran, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Paesi Bassi, Portogallo, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Città del Vaticano, Stati Uniti, Regno Unito, Albania, Armenia, Israele, Ecuador, Canada, Nord Macedonia, Cipro, Grecia, Croazia, Kosovo, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Slovacchia, Serbia, Repubblica Ceca, Cile, Dominica, Turchia, Panama, Ungheria, Bahrain, Filippine, Finlandia, Brasile, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina, Bolivia, Polonia, Malesia, Moldova, Marocco, Montenegro, Mauritius, Lettonia, Lituania e Romania, cui si sono aggiunte il 27 aprile anche Federazione Russa, Ucraina, Bielorussia, Gibuti, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Kuwait, Arabia Saudita, Perù, Antigua e Barbuda, St. Kittis e Nevis, Barbados, Repubblica Dominicana. Il 13 maggio altri 13 Paesi sono stati aggiunti alla lista: Maldive, Messico, Colombia, Kazakhstan, Guinea Equatoriale, Guinea Bissau, Uruguay, Bahamas, Honduras, Azerbaijan, Capo Verde, Gabon, Sao Tomè e Principe. Il 27 maggio sono stati aggiunti Afghanistan, Argentina, Bangledesh, El Salvador, Ghana, Guinea, India, Kyrghizistan, Pakistan, Sud Africa, Tajikistan.  Il 1 luglio sono stati aggiunti Algeria, Camerun, Repubblica Centroafricana, Costa Rica, Cuba, Eswatini, Georgia, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Iraq, Giamaica, Libano, Mauritania, Nicaragua, Saint Vincent and Grenadines, Senegal.
Il 24 luglio sono stati aggiunti Botswana, Comore, Kenya, Liberia, Libia, Madagascar, Namibia, Nepal, Autorità Nazionale Palestinese, Paraguay, Repubblica del Congo, Somalia, Sierra Leone, Sudan, Suriname, Uzbekistan, Venezuela. Il 28 agosto sono stati aggiunti Bhutan, Trinidad and Tobago, Belize, Etiopia, Gambia, Zambia, Zimbabwe, Tunisia, Nigeria, Malawi, Sud Sudan, Ruanda, Lesotho.

Solo i cittadini stranieri titolari di “residence card” valida possono entrare in Giappone in deroga a questo “travel ban”. Coloro che sono fuori dal Giappone e intendono rientrarvi devono sottoporsi ad un test PCR che attesti la negatività al COVID-19. Tale test dovrà essere effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo verso il Giappone.

Il test, inoltre, deve essere compilato e firmato su apposito modulo richiesto dalla autorità giapponesi. Per maggiori dettagli si rimanda all’annuncio diramato dal Ministero degli Affari Esteri del Giappone nonché al sito dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo.

Al momento dell’arrivo in aeroporto in Giappone le autorità locali effettueranno un test salivale. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato di tale ulteriore test (3 ore). Quanti risulteranno negativi al COVID-19 saranno indirizzati presso una struttura indicata dalle autorità locali dove dovranno restare in isolamento 3 giorni, al termine dei quali effettueranno un ulteriore test PCR. Coloro che risulteranno negativi potranno infine lasciare l’aeroporto con i propri mezzi (vi è infatti il divieto di ricorrere a mezzi di trasporto pubblici) e dovranno osservare l’obbligatoria quarantena di 11 giorni presso l’indirizzo di residenza/domicilio che dovrà essere notificato alle autorità di immigrazione all’arrivo. Quanti risulteranno positivi dovranno seguire i protocolli sanitari indicati dalle competenti autorità giapponesi, protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee presso strutture alberghiere o ricoveri presso strutture sanitarie, a seconda della gravità della situazione clinica.

Infine, a partire dal 1° ottobre 2020, possono richiedere il relativo visto d’ingresso alle autorità diplomatico-consolari giapponesi all’estero (in Italia: l’Ambasciata del Giappone a Roma e il Consolato Generale del Giappone a Milano) quanti abbiano già uno status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per motivi di studio o lavoro) e quanti intendano effettuare brevi visite d’affari, a condizione che il/la richiedente sia assistito/a da un’azienda invitante o altro ente/soggetto che possa garantire il rispetto delle misure di isolamento fiduciario previste dall’ordinamento locale (14 giorni) e di tutti i protocolli sanitari vigenti. Gli ingressi autorizzati da parte giapponese saranno ad ogni modo contingentati. Anche in tal caso, ove ottenuto il richiesto visto d’ingresso, è sempre necessario esibire un certificato che attesti la negatività da COVID-19 (test da effettuarsi nel Paese di provenienza entro le 72 ore dalla partenza del volo per il Giappone). All’arrivo in aeroporto in Giappone si sarà nuovamente testati.
Si prega di prendere attenta visione del comunicato del Ministero degli Esteri del Giappone (https://www.mofa.go.jp/ca/f9a/page22e_000921.html) e di seguire scrupolosamente tutte le indicazioni in merito a modelli da utilizzare e documenti da produrre in sede di richiesta del visto e al momento dell’arrivo in Giappone. I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diversa determinazione da parte delle competenti autorità del Giappone.

Il 24 dicembre il Governo giapponese, a seguito del diffondersi della variante inglese del nuovo coronavirus, ha adottato misure più stringenti per l’ingresso di stranieri nel Paese (vedasi avviso in evidenza)

Tra l’altro, cittadini stranieri che hanno soggiornato in paesi/regioni soggette al divieto d’ingresso nei quattordici giorni precedenti la richiesta di ingresso in Giappone non possono entrare nel Paese dopo le ore 0:00 del 4 al 31 gennaio 2021 anche se in possesso di un visto con “EX-R” rilasciato Rappresentanze diplomatiche giapponesi all’estero.