Informazioni Coronavirus Covid-19

Aggiornato al 18 Gennaio 2022

Attualmente NON è possibile andare in Giappone per turismo

Fonte Viaggiaresicuri.it (Farnesina – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)

15.12.2021
COVID-19. AVVISO A TUTTI I VIAGGIATORI
GIAPPONE: fa parte dell’elenco D

Per informazioni sugli spostamenti da/per l’Italia, compila il Questionario InfoCOVID

Dal 16 dicembre 2021 al 31 gennaio 2022, gli spostamenti da/per l’estero, per la normativa italiana COVID-19, sono disciplinati da: DPCM 2 marzo 2021Ordinanza 22 ottobre 2021 e Ordinanza 14 dicembre 2021. Questi DPCM e Ordinanze individuano cinque elenchi di Paesi (più alcuni Paesi sottoposti a misure speciali), per i quali sono previste misure differenti sia per gli spostamenti dall’Italia (ad esempio, è vietato il turismo verso i Paesi dell’Elenco E) che per l’ingresso/rientro in Italia.
L’elenco a cui appartiene il Paese della Scheda che stai visitando è riportato in alto in questo messaggio.
Consulta attentamente l’Approfondimento di Viaggiare Sicuri e, in base all’Elenco di appartenenza, prima di partire, verifica le condizioni previste dall’Italia per il tuo spostamentoElenco AElenco BElenco CElenco DElenco E Paesi soggetti a misure specialiPer informazioni sui “Corridoi Turistici Covid-free”, clicca qui.

Tutti coloro che intendano recarsi all’estero, indipendentemente dalla destinazione e dalle motivazioni del viaggio, devono considerare che qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio di carattere sanitario o comunque connesso alla pandemia da COVID-19. Si raccomanda, pertanto, di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a COVID-19.

18.1.2022
GIAPPONE: COVID-19. Aggiornamento

Attualmente NON è possibile recarsi in Giappone per turismo

Il 28 dicembre 2021, in risposta alla diffusione della variante Omicron del Covid-19, il governo del Giappone ha deciso di prorogare, almeno fino al giorno 28 febbraio 2022, le seguenti misure di sicurezza per l’ingresso nel Paese:
– divieto d’ingresso nel Paese per motivi di turismo, da qualsiasi Paese del mondo;
–  ingresso consentito per chi proviene da altri paesi ed è in possesso di un visto valido o è possessore di una Residence Card in corso di validità, ma con l’obbligo di attenersi strettamente a rigide misure di controllo e di quarantena stabilite dalle autorità locali;
–  sospensione della procedura di rilascio di tutti i nuovi visti, compresi quelli per motivi di lavoro o di studio.

MISURE DI QUARANTENA
In considerazione della diffusione a livello globale di alcune “varianti” del COVID-19, in particolare la variante omicron, le Autorità nipponiche hanno stabilito ulteriori misure obbligatorie di quarantena per quanti facciano ingresso in Giappone da diversi Paesi.

1) Per chi arriva dall’Italia, al momento dell’arrivo in aeroporto, le Autorità giapponesi, oltre a prendere visione del test PCR effettuato all’estero entro le 72 ore dalla partenza del volo, effettueranno sul posto un test salivare. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato del test. Una volta ottenuto il risultato, i passeggeri verranno sottoposti ad isolamento per i primi 6 giorni dall’arrivo in una struttura designata dalle autorità di quarantena giapponesi. Le regole prevedono che si resti confinati in una stanza di hotel di dimensioni ridotte, con i pasti forniti dalle autorità di quarantena, senza alcun contatto diretto con l’esterno. Al terzo e al sesto giorno verrà praticato un ulteriore test, a carico delle Autorità giapponesi, e in caso di risultato negativo i passeggeri potranno raggiungere, senza utilizzo di mezzi pubblici, il luogo da loro prescelto per terminare il periodo di autoisolamento fiduciario di 10 giorni.
Le autorità di quarantena chiederanno di scaricare delle APP di tracciamento per il monitoraggio dell’osservanza della quarantena. Vige un divieto assoluto di utilizzo di mezzi pubblici per raggiungere il domicilio. Sono possibili noleggio automobili e prenotazione di servizio navette dedicate.
2) Le persone provenienti da Brasile (San Paolo), Austria, Canada, Spagna, Repubblica Ceca, Belgio, Svizzera, isola della Reunion, Ghana, , USA (eccetto gli Stati sotto riportati), Irlanda, Islanda, India (Karnataka, Maharashtra, Rajasthan, Kerala, Tamil Nadu, Delhi), Grecia, Croazia, Australia (Territorio della Capitale Australiana, New South Wales, Northern Territory, Queensland, Victoria), Argentina, Israele, Ecuador, Egitto, Estonia, Cipro, Georgia, Slovacchia, Slovenia, Cile, Trinidad e Tobago, Pakistan, Ungheria, Finlandia, Peru, Polonia, Malta, Lituania, Lichtenstein, Lussemburgo, Libano, Russia, Colombia, Turchia, verranno sottoposte ad isolamento per i primi 3 giorni dal loro arrivo in una struttura indicata dalle autorità di quarantena giapponesi. Al terzo giorno verrà praticato un ulteriore test, a carico delle Autorità giapponesi, e, in caso di risultato negativo, i passeggeri potranno raggiungere, senza utilizzo di mezzi pubblici, il luogo da loro prescelto per terminare il periodo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni.
3) Le persone provenienti da Italia, Regno Unito, Olanda, Repubblica di Corea, Svezia, Germania, Portogallo, Kenya, Tanzania, Danimarca, Nigeria, Norvegia, Francia, USA (Illinois, California, Texas, New York, Hawaii, Florida, Massachusetts) verranno sottoposte ad isolamento per i primi 6 giorni dal loro arrivo in una struttura indicata dalle autorità di quarantena giapponesi. Al terzo e al sesto giorno verrà praticato un ulteriore test, a carico delle Autorità giapponesi, e in caso di risultato negativo i passeggeri potranno raggiungere, senza utilizzo di mezzi pubblici, il luogo da loro prescelto per terminare il periodo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni.
4) Le persone provenienti da Angola, Congo, Botswana, Eswatini, Lesotho, Malawi, Mozambico, Namibia, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe, verranno sottoposte ad isolamento per i primi 10 giorni dal loro arrivo in una struttura indicata dalle autorità di quarantena giapponesi. Al terzo, al sesto e al decimo giorno verrà praticato un ulteriore test, a carico delle Autorità giapponesi, e in caso di risultato negativo i passeggeri potranno raggiungere, senza utilizzo di mezzi pubblici, il luogo da loro prescelto per terminare il periodo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni.
Quanti risulteranno positivi dovranno osservare i protocolli sanitari che verranno indicati dalle competenti Autorità giapponesi (protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee ovvero ricoveri, a seconda della gravità della situazione clinica, presso alberghi/strutture sanitarie ad hoc).
Per un aggiornamento costante si raccomanda di consultare, tra gli altri, questo sito web e la pagina web del Ministero degli Esteri giapponese.
 
SITUAZIONE VOLI
In esito alle sempre più stringenti misure restrittive relative all’ingresso di cittadini stranieri nel Paese, la maggior parte dei voli tra il Giappone e altri Paesi, in particolare Europei, sono stati sospesi o cancellati.  Si prega di contattare le singole compagnie o agenzie di viaggio per avere dettagli su eventuali cancellazioni o su eventuali richieste di test per salire a bordo. L’Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO) ha un numero diretto (+8150 38162787) h24 che fornisce informazioni turistiche e consigli relativi al coronavirus.

RIMBORSI:
Pocket wifi Japan Wireless. Contattare il customer care a questa pagina chiedendo la cancellazione e il rimborso. Se il pacchetto è già stato spedito si pagherà comunque 1000 Yen (https://www.japan-wireless.com/it/contattaci)
BIGLIETTI e VOLI AEREI:
Contattate la compagnia aerea oppure l’agenzia da cui avete comprato il biglietto per avere chiarimenti su rimborsi, cancellazioni, ecc.

A partire dal gennaio 2020 si sono registrati nel Paese casi di contagio da “nuovo coronavirus ” (COVID-19).

Le autorità sanitarie giapponesi attuano misure di controllo maggiori negli aeroporti e porti di ingresso nel Paese prevedendo procedure di quarantena più rigide e procedendo a controlli medici accurati per le persone in arrivo nel paese, che possono comprendere anche una ospedalizzazione forzata. Si raccomanda di seguire ogni indicazione e richiesta da parte delle autorità locali in merito ai controlli medici.

Come ulteriore misura preventiva contro il diffondersi del virus, il Giappone ha stabilito che, salvo casi straordinari, non possono entrare nel territorio nazionale i cittadini stranieri che provengano da tutto il territorio italiano o vi siano stati nei 14 giorni precedenti all’arrivo sul territorio giapponese, con effetto di immediato respingimento alla frontiera. Tale misura si applica anche a chi proviene da Andorra, Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Iran, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Paesi Bassi, Portogallo, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Città del Vaticano, Stati Uniti, Regno Unito, Albania, Armenia, Israele, Ecuador, Canada, Nord Macedonia, Cipro, Grecia, Croazia, Kosovo, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Slovacchia, Serbia, Repubblica Ceca, Cile, Dominica, Turchia, Panama, Ungheria, Bahrain, Filippine, Finlandia, Brasile, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina, Bolivia, Polonia, Malesia, Moldova, Marocco, Montenegro, Mauritius, Lettonia, Lituania e Romania, cui si sono aggiunte il 27 aprile anche Federazione Russa, Ucraina, Bielorussia, Gibuti, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Kuwait, Arabia Saudita, Perù, Antigua e Barbuda, St. Kittis e Nevis, Barbados, Repubblica Dominicana. Il 13 maggio altri 13 Paesi sono stati aggiunti alla lista: Maldive, Messico, Colombia, Kazakhstan, Guinea Equatoriale, Guinea Bissau, Uruguay, Bahamas, Honduras, Azerbaijan, Capo Verde, Gabon, Sao Tomè e Principe. Il 27 maggio sono stati aggiunti Afghanistan, Argentina, Bangledesh, El Salvador, Ghana, Guinea, India, Kyrghizistan, Pakistan, Sud Africa, Tajikistan.  Il 1 luglio sono stati aggiunti Algeria, Camerun, Repubblica Centroafricana, Costa Rica, Cuba, Eswatini, Georgia, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Iraq, Giamaica, Libano, Mauritania, Nicaragua, Saint Vincent and Grenadines, Senegal.
Il 24 luglio sono stati aggiunti Botswana, Comore, Kenya, Liberia, Libia, Madagascar, Namibia, Nepal, Autorità Nazionale Palestinese, Paraguay, Repubblica del Congo, Somalia, Sierra Leone, Sudan, Suriname, Uzbekistan, Venezuela. Il 28 agosto sono stati aggiunti Bhutan, Trinidad and Tobago, Belize, Etiopia, Gambia, Zambia, Zimbabwe, Tunisia, Nigeria, Malawi, Sud Sudan, Ruanda, Lesotho.

Solo i cittadini stranieri titolari di “residence card” valida possono entrare in Giappone in deroga a questo “travel ban”. Coloro che sono fuori dal Giappone e intendono rientrarvi devono sottoporsi ad un test PCR che attesti la negatività al COVID-19. Tale test dovrà essere effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo verso il Giappone.

Il test, inoltre, deve essere compilato e firmato su apposito modulo richiesto dalla autorità giapponesi. Per maggiori dettagli si rimanda all’annuncio diramato dal Ministero degli Affari Esteri del Giappone nonché al sito dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo.

Al momento dell’arrivo in aeroporto in Giappone le autorità locali effettueranno un test salivale. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato di tale ulteriore test (3 ore). Quanti risulteranno negativi al COVID-19 saranno indirizzati presso una struttura indicata dalle autorità locali dove dovranno restare in isolamento 3 giorni, al termine dei quali effettueranno un ulteriore test PCR. Coloro che risulteranno negativi potranno infine lasciare l’aeroporto con i propri mezzi (vi è infatti il divieto di ricorrere a mezzi di trasporto pubblici) e dovranno osservare l’obbligatoria quarantena di 11 giorni presso l’indirizzo di residenza/domicilio che dovrà essere notificato alle autorità di immigrazione all’arrivo. Quanti risulteranno positivi dovranno seguire i protocolli sanitari indicati dalle competenti autorità giapponesi, protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee presso strutture alberghiere o ricoveri presso strutture sanitarie, a seconda della gravità della situazione clinica.

Infine, a partire dal 1° ottobre 2020, possono richiedere il relativo visto d’ingresso alle autorità diplomatico-consolari giapponesi all’estero (in Italia: l’Ambasciata del Giappone a Roma e il Consolato Generale del Giappone a Milano) quanti abbiano già uno status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per motivi di studio o lavoro) e quanti intendano effettuare brevi visite d’affari, a condizione che il/la richiedente sia assistito/a da un’azienda invitante o altro ente/soggetto che possa garantire il rispetto delle misure di isolamento fiduciario previste dall’ordinamento locale (14 giorni) e di tutti i protocolli sanitari vigenti. Gli ingressi autorizzati da parte giapponese saranno ad ogni modo contingentati. Anche in tal caso, ove ottenuto il richiesto visto d’ingresso, è sempre necessario esibire un certificato che attesti la negatività da COVID-19 (test da effettuarsi nel Paese di provenienza entro le 72 ore dalla partenza del volo per il Giappone). All’arrivo in aeroporto in Giappone si sarà nuovamente testati.
Si prega di prendere attenta visione del comunicato del Ministero degli Esteri del Giappone (https://www.mofa.go.jp/ca/f9a/page22e_000921.html) e di seguire scrupolosamente tutte le indicazioni in merito a modelli da utilizzare e documenti da produrre in sede di richiesta del visto e al momento dell’arrivo in Giappone. I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diversa determinazione da parte delle competenti autorità del Giappone.

Il 24 dicembre il Governo giapponese, a seguito del diffondersi della variante inglese del nuovo coronavirus, ha adottato misure più stringenti per l’ingresso di stranieri nel Paese (vedasi avviso in evidenza)

Tra l’altro, cittadini stranieri che hanno soggiornato in paesi/regioni soggette al divieto d’ingresso nei quattordici giorni precedenti la richiesta di ingresso in Giappone non possono entrare nel Paese dopo le ore 0:00 del 4 al 31 gennaio 2021 anche se in possesso di un visto con “EX-R” rilasciato Rappresentanze diplomatiche giapponesi all’estero.