Informazioni Coronavirus Covid-19

Aggiornato al 14 Luglio 2021

Fonte Viaggiaresicuri.it (Farnesina – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)

14.7.2021
COVID-19. AVVISO A TUTTI I VIAGGIATORI: Da gennaio 2020, perdura in tutto il mondo l’emergenza sanitaria causata da COVID-19.
Tutti coloro che intendano recarsi all’estero, indipendentemente dalla destinazione e dalle motivazioni del viaggio, devono considerare che qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio di carattere sanitario. In particolare, nel caso in cui sia necessario sottoporsi a test molecolare o antigenico per l’ingresso/rientro in Italia, si rammenta che i viaggiatori devono prendere in considerazione la possibilità che il test dia un risultato positivo. In questo caso, non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova.  Tali procedure interessanosecondo la normativa localeanche i cosiddetti “contatti” con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali e a cui non è consentito spostarsi.  Si raccomanda, pertanto, di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a COVID-19.

COVID-19. NORMATIVA ITALIANADal 21 giugno al 30 luglio 2021, gli spostamenti da/per l’estero sono disciplinati da: DPCM 2 marzo 2021Ordinanza 14 maggio 2021 e Ordinanza 18 giugno 2021.  Fino al 30 luglio 2021, sono prorogate le misure restrittive speciali per  Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka.
La normativa italiana individua cinque elenchi di Paesi a cui si applicano misure differenti, più alcuni Paesi sottoposti a misure speciali. Le disposizioni riportate di seguito hanno carattere riassuntivo.  Per tutti i dettagli, si raccomanda vivamente l’attenta lettura dell’Approfondimento disponibile su questo sito web.
A – San Marino, Città del Vaticano
B –  Stati e territori a basso rischio epidemiologico, che verranno individuati con apposita Ordinanza, tra quelli di cui all’elenco C. Al momento, nessuno Stato è in questo elenco.
C –Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche sull’isola di Cipro), Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.
D– Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Stati Uniti, Tailandia.
E – Resto del mondo: tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco.  
Per i dettagli, si raccomanda di leggere con attenzione l’Approfondimento disponibile su questo sito web

29.6.2021
GIAPPONE: COVID-19. AggiornamentoINGRESSI DALL’ESTERO
Le autorità giapponesi hanno stabilito che l’ingresso nel Paese per motivi di turismo è vietato fino a nuove indicazioni, da qualsiasi Paese del mondo. Considerando che è stato contestualmente annunciato che le Olimpiadi, che si svolgeranno a Tokyo dal 23 luglio all’ 8 agosto, e le Paralimpiadi, dal 24 agosto al 5 settembre, non avranno pubblico proveniente dall’estero, è presumibile che il divieto di ingresso per motivi di turismo resterà in vigore almeno fino al termine delle Paralimpiadi (5 settembre).
Le autorità locali hanno anche sospeso, fino a data da definirsi, la concessione di nuovi visti per studio o lavoro.
Per chi ha un visto valido o è possessore di una Residence Card in corso di validità, l’ingresso o il rientro in Giappone è consentito, con l’obbligo di attenersi strettamente a rigide misure di controllo e di quarantena stabilite dalle autorità locali.
Per chi arriva dall’Italia, al momento dell’arrivo in aeroporto, le Autorità giapponesi, oltre a prendere visione del test PCR effettuato all’estero entro le 72 ore dalla partenza del volo, effettueranno sul posto un test salivare. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato del test. Una volta ottenuto il risultato, si può lasciare l’aeroporto e raggiungere il proprio domicilio, o altro luogo prescelto, per un periodo di autoisolamento di 14 giorni. Vige un divieto assoluto di utilizzo di mezzi pubblici per raggiungere il domicilio. Sono possibili noleggio automobili e prenotazione di servizio navette dedicate.
MISURE DI QUARANTENA
In considerazione della diffusione a livello globale di alcune “varianti” del COVID-19, le Autorità nipponiche hanno stabilito ulteriori misure obbligatorie di quarantena, in vigore a partire dal 5 marzo 2021, per quanti facciano ingresso in Giappone da diversi Paesi,
– Le persone provenienti da Belgio, Brasile, Danimarca, Francia, Grecia, Olanda, Nigeria, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Israele, Irlanda, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Lussemburgo, Libano, Filippine, Spagna, Russia, Finlandia, Peru, Giordania, Tunisia, Kazakistan, Vietnam  gli Stati americani del Tennessee, Florida, Minnesota e Michigan, Iowa, Idaho, Arizona, , Oregon, Connecticut, Colorado, Delaware, New York, Nevada, Maine, Montana, Rhode Island, Kansas, Kentucky, Mississippi, Lousiana, Washington, nonché la Regione dell’Ontario (Canada) dovranno essere poste in isolamento per i primi 3 giorni dal loro arrivo in una struttura indicata dalle autorità di quarantena giapponesi. Le regole prevedono che si resti confinati in una stanza di hotel di dimensioni ridotte, con i pasti forniti dalle autorità di quarantena, senza alcun contatto diretto con l’esterno. Al terzo giorno verrà praticato un ulteriore test, a cura delle Autorità giapponesi, e in caso di risultato negativo le persone potranno raggiungere, senza utilizzo di mezzi pubblici, il luogo da loro prescelto per terminare il periodo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni.  Quanti risulteranno positivi dovranno osservare i protocolli sanitari che verranno indicati dalle competenti Autorità giapponesi (protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee ovvero ricoveri, a seconda della gravità della situazione clinica, presso alberghi/strutture sanitarie ad hoc).
– Per chi proviene da Malaysia, Regno Unito, Bangladesh ed Egitto, Indonesia, Uganda i giorni di isolamento in una struttura ad hoc sono 6 , con un test al terzo giorno e un successivo test al sesto giorno.
– Per chi proviene da India, Pakistan, Nepal, Maldive, Sri Lanka, Afghanistan, i giorni di isolamento in struttura sono 10, con un test al terzo, al sesto e al decimo giorno.
A partire dal 14 gennaio 2021 una violazione delle regole relative al periodo di isolamento è punita con una pubblicazione del nome e dei dati personali del reo e – in casi gravi che coinvolgono cittadini stranieri – anche con la revoca dello status di residente e conseguente espulsione dal Paese.
Per le vigenti disposizioni si rimanda inoltre al sito del Ministero degli Affari Esteri giapponese

SITUAZIONE VOLI
In esito alle sempre più stringenti misure restrittive relative all’ingresso di cittadini stranieri nel Paese, la maggior parte dei voli tra il Giappone e altri Paesi, in particolare Europei, sono stati sospesi o cancellati.  Si prega di contattare le singole compagnie o agenzie di viaggio per avere dettagli su eventuali cancellazioni o su eventuali richieste di test per salire a bordo. L’Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO) ha un numero diretto (+8150 38162787) h24 che fornisce informazioni turistiche e consigli relativi al coronavirus.
Per le ulteriori misure adottate dalle autorità locali, si raccomanda di consultare la sezione Situazione Sanitaria- Malattie Presenti di questa scheda.

INGRESSI IN ITALIA PER CHI ARRIVA DAL GIAPPONE : Il Giappone è stato incluso, con Ordinanza 18 giugno 2021, tra i Paesi terzi di cui si riconoscono come “Certificazioni Verdi Covid” per l’ingresso in Italia le certificazioni di avvenuta vaccinazione, guarigione o test molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti l’arrivo, rilasciate dalle autorità sanitarie locali. Il possesso di tali certificazioni esonera dall’obbligo di isolamento fiduciario e doppio test, altrimenti previsti per l’ingresso in Italia. In assenza di tali certificazioni, si può comunque entrare in Italia, seguendo la procedura generale prevista per i Paesi inclusi nell’Elenco D. Per maggiori informazioni, si raccomanda di consultare attentamente i seguenti link: Ambasciata d’Italia a Tokyo e  Ministero della Salute italiano
Per un aggiornamento costante si raccomanda di consultare, tra gli altri, e la pagina web del Ministero degli Esteri giapponese.

RIMBORSI:
Pocket wifi Japan Wireless. Contattare il customer care a questa pagina chiedendo la cancellazione e il rimborso. Se il pacchetto è già stato spedito si pagherà comunque 1000 Yen (https://www.japan-wireless.com/it/contattaci)
Japan Rail Pass. Contattare l’agenzia dalla quale avete acquistato il pass e chiedete il rimborso. Avete tempo 1 anno e vi verrà trattenuta una quota del 15% del valore del pass. Per chi ha acquistato il Japan Rail Pass da Japan Experience, seguire le indicazioni a questo link
BIGLIETTI e VOLI AEREI:
Contattate la compagnia aerea oppure l’agenzia da cui avete comprato il biglietto per avere chiarimenti su rimborsi, cancellazioni, ecc.

A partire dal gennaio 2020 si sono registrati nel Paese casi di contagio da “nuovo coronavirus ” (COVID-19).

Le autorità sanitarie giapponesi attuano misure di controllo maggiori negli aeroporti e porti di ingresso nel Paese prevedendo procedure di quarantena più rigide e procedendo a controlli medici accurati per le persone in arrivo nel paese, che possono comprendere anche una ospedalizzazione forzata. Si raccomanda di seguire ogni indicazione e richiesta da parte delle autorità locali in merito ai controlli medici.

Come ulteriore misura preventiva contro il diffondersi del virus, il Giappone ha stabilito che, salvo casi straordinari, non possono entrare nel territorio nazionale i cittadini stranieri che provengano da tutto il territorio italiano o vi siano stati nei 14 giorni precedenti all’arrivo sul territorio giapponese, con effetto di immediato respingimento alla frontiera. Tale misura si applica anche a chi proviene da Andorra, Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Iran, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Paesi Bassi, Portogallo, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Città del Vaticano, Stati Uniti, Regno Unito, Albania, Armenia, Israele, Ecuador, Canada, Nord Macedonia, Cipro, Grecia, Croazia, Kosovo, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Slovacchia, Serbia, Repubblica Ceca, Cile, Dominica, Turchia, Panama, Ungheria, Bahrain, Filippine, Finlandia, Brasile, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina, Bolivia, Polonia, Malesia, Moldova, Marocco, Montenegro, Mauritius, Lettonia, Lituania e Romania, cui si sono aggiunte il 27 aprile anche Federazione Russa, Ucraina, Bielorussia, Gibuti, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Kuwait, Arabia Saudita, Perù, Antigua e Barbuda, St. Kittis e Nevis, Barbados, Repubblica Dominicana. Il 13 maggio altri 13 Paesi sono stati aggiunti alla lista: Maldive, Messico, Colombia, Kazakhstan, Guinea Equatoriale, Guinea Bissau, Uruguay, Bahamas, Honduras, Azerbaijan, Capo Verde, Gabon, Sao Tomè e Principe. Il 27 maggio sono stati aggiunti Afghanistan, Argentina, Bangledesh, El Salvador, Ghana, Guinea, India, Kyrghizistan, Pakistan, Sud Africa, Tajikistan.  Il 1 luglio sono stati aggiunti Algeria, Camerun, Repubblica Centroafricana, Costa Rica, Cuba, Eswatini, Georgia, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Iraq, Giamaica, Libano, Mauritania, Nicaragua, Saint Vincent and Grenadines, Senegal.
Il 24 luglio sono stati aggiunti Botswana, Comore, Kenya, Liberia, Libia, Madagascar, Namibia, Nepal, Autorità Nazionale Palestinese, Paraguay, Repubblica del Congo, Somalia, Sierra Leone, Sudan, Suriname, Uzbekistan, Venezuela. Il 28 agosto sono stati aggiunti Bhutan, Trinidad and Tobago, Belize, Etiopia, Gambia, Zambia, Zimbabwe, Tunisia, Nigeria, Malawi, Sud Sudan, Ruanda, Lesotho.

Solo i cittadini stranieri titolari di “residence card” valida possono entrare in Giappone in deroga a questo “travel ban”. Coloro che sono fuori dal Giappone e intendono rientrarvi devono sottoporsi ad un test PCR che attesti la negatività al COVID-19. Tale test dovrà essere effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo verso il Giappone.

Il test, inoltre, deve essere compilato e firmato su apposito modulo richiesto dalla autorità giapponesi. Per maggiori dettagli si rimanda all’annuncio diramato dal Ministero degli Affari Esteri del Giappone nonché al sito dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo.

Al momento dell’arrivo in aeroporto in Giappone le autorità locali effettueranno un test salivale. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato di tale ulteriore test (3 ore). Quanti risulteranno negativi al COVID-19 saranno indirizzati presso una struttura indicata dalle autorità locali dove dovranno restare in isolamento 3 giorni, al termine dei quali effettueranno un ulteriore test PCR. Coloro che risulteranno negativi potranno infine lasciare l’aeroporto con i propri mezzi (vi è infatti il divieto di ricorrere a mezzi di trasporto pubblici) e dovranno osservare l’obbligatoria quarantena di 11 giorni presso l’indirizzo di residenza/domicilio che dovrà essere notificato alle autorità di immigrazione all’arrivo. Quanti risulteranno positivi dovranno seguire i protocolli sanitari indicati dalle competenti autorità giapponesi, protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee presso strutture alberghiere o ricoveri presso strutture sanitarie, a seconda della gravità della situazione clinica.

Infine, a partire dal 1° ottobre 2020, possono richiedere il relativo visto d’ingresso alle autorità diplomatico-consolari giapponesi all’estero (in Italia: l’Ambasciata del Giappone a Roma e il Consolato Generale del Giappone a Milano) quanti abbiano già uno status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per motivi di studio o lavoro) e quanti intendano effettuare brevi visite d’affari, a condizione che il/la richiedente sia assistito/a da un’azienda invitante o altro ente/soggetto che possa garantire il rispetto delle misure di isolamento fiduciario previste dall’ordinamento locale (14 giorni) e di tutti i protocolli sanitari vigenti. Gli ingressi autorizzati da parte giapponese saranno ad ogni modo contingentati. Anche in tal caso, ove ottenuto il richiesto visto d’ingresso, è sempre necessario esibire un certificato che attesti la negatività da COVID-19 (test da effettuarsi nel Paese di provenienza entro le 72 ore dalla partenza del volo per il Giappone). All’arrivo in aeroporto in Giappone si sarà nuovamente testati.
Si prega di prendere attenta visione del comunicato del Ministero degli Esteri del Giappone (https://www.mofa.go.jp/ca/f9a/page22e_000921.html) e di seguire scrupolosamente tutte le indicazioni in merito a modelli da utilizzare e documenti da produrre in sede di richiesta del visto e al momento dell’arrivo in Giappone. I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diversa determinazione da parte delle competenti autorità del Giappone.

Il 24 dicembre il Governo giapponese, a seguito del diffondersi della variante inglese del nuovo coronavirus, ha adottato misure più stringenti per l’ingresso di stranieri nel Paese (vedasi avviso in evidenza)

Tra l’altro, cittadini stranieri che hanno soggiornato in paesi/regioni soggette al divieto d’ingresso nei quattordici giorni precedenti la richiesta di ingresso in Giappone non possono entrare nel Paese dopo le ore 0:00 del 4 al 31 gennaio 2021 anche se in possesso di un visto con “EX-R” rilasciato Rappresentanze diplomatiche giapponesi all’estero.