Informazioni Coronavirus Covid-19

Aggiornato all’1 Maggio 2021

RIMBORSI:
Pocket wifi Japan Wireless. Contattare il customer care a questa pagina chiedendo la cancellazione e il rimborso. Se il pacchetto è già stato spedito si pagherà comunque 1000 Yen (https://www.japan-wireless.com/it/contattaci)
Japan Rail Pass. Contattare l’agenzia dalla quale avete acquistato il pass e chiedete il rimborso. Avete tempo 1 anno e vi verrà trattenuta una quota del 15% del valore del pass. Per chi ha acquistato il Japan Rail Pass da Japan Experience, seguire le indicazioni a questo link
BIGLIETTI e VOLI AEREI:
Contattate la compagnia aerea oppure l’agenzia da cui avete comprato il biglietto per avere chiarimenti su rimborsi, cancellazioni, ecc.

Fonte Viaggiaresicuri.it (Farnesina – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)

28.4.2021
COVID-19. NORMATIVA ITALIANAFino al 15 maggio, gli spostamenti da/per l’estero sono disciplinati  da: DPCM 2 marzo 2021Ordinanza 2 aprile 2021, Ordinanza 16 aprile 2021 e Ordinanza 29 aprile 2021.
La normativa italiana individua cinque elenchi di Paesi a cui si applicano misure differenti, più alcuni Paesi sottoposti a misure speciali. Le disposizioni riportate di seguito hanno carattere riassuntivo.  Per tutti i dettagli, si raccomanda vivamente l’attenta lettura dell’Approfondimento disponibile su questo sito web.
A – San Marino, Città del Vaticano
B –  Stati e territori a basso rischio epidemiologico, che verranno individuati con apposita Ordinanza, tra quelli di cui all’elenco C. Al momento, nessuno Stato è in questo elenco.
C –Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.
D- Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia.
E – Resto del mondo: tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco.  
ATTENZIONE: sono previste disposizioni specifiche per Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka. Per i dettagli, si raccomanda di leggere con attenzione l’Approfondimento disponibile su questo sito web.

Per i Paesi da/per i quali l’Italia non pone limitazioni, si raccomanda di consultare sempre la Scheda Paese su ViaggiareSicuri: le autorità locali potrebbero ancora mantenere restrizioni all’ingresso per i viaggiatori (anche provenienti dall’Italia).
E’ disponibile anche un questionario, basato sulla normativa vigente in Italia. Il questionario ha carattere informativo, non ha valore legale e il risultato ottenuto non garantisce l’ingresso in Italia o nel Paese di destinazione: cliccare qui per visualizzarlo.

29.4.2021
GIAPPONE: COVID-19. Aggiornamento: Al momento dell’arrivo in aeroporto le Autorità giapponesi, oltre a prendere visione del test PCR effettuato all’estero entro le 72 ore dalla partenza del volo, effettueranno sul posto un test salivale. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato del test (3 ore circa).
In considerazione della diffusione a livello globale di alcune “varianti” del COVID-19, le Autorità nipponiche hanno stabilito ulteriori misure obbligatorie di quarantena, in vigore a partire dal 5 marzo 2021, per quanti facciano ingresso in Giappone da 13 Paesi, tra cui l’Italia. Analogamente a quanto già previsto per coloro che arrivino da Regno Unito, Sud Africa, Israele e Irlanda, le persone provenienti da Italia, Austria, Belgio, Brasile, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Nigeria, Slovacchia, Svezia, Svizzera ed Emirati Arabi Uniti dovranno essere posti in isolamento per i primi tre giorni dal loro arrivo in una struttura indicata dalle autorità di quarantena giapponesi. Al terzo giorno verrà condotto un ulteriore test, a cura delle Autorità giapponesi, e in caso di risultato negativo le persone potranno raggiungere, senza utilizzo di mezzi pubblici, il luogo da loro prescelto per terminare il periodo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni.  Quanti risulteranno positivi dovranno osservare i protocolli sanitari che verranno indicati dalle competenti Autorità giapponesi (protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee ovvero ricoveri, a seconda della gravità della situazione clinica, presso alberghi/strutture sanitarie ad hoc). Tali misure si applicano anche per chi proviene da Estonia, Repubblica Ceca, Pakistan, Ungheria, Polonia, Lussemburgo, Libano, Filippine, Ucraina, Kazakhstan, Spagna, Finlandia, India, Peru, gli Stati americani del Tennessee, Florida, Minnesota e Michigan, nonché la Regione dell’Ontario (Canada). A partire dal 14 gennaio 2021 una violazione delle regole relative al periodo di isolamento è punita con una pubblicazione del nome e dei dati personali del reo e – in casi gravi che coinvolgono cittadini stranieri – anche con la revoca dello status di residente e conseguente espulsione dal Paese.
Dal 28 dicembre 2020 fino a data da definirsi è sospesa la possibilità di chiedere il visto di rientro alle rappresentanze diplomatiche e consolari giapponesi, per quanti abbiano già lo status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per studio o lavoro), così come la possibilità di richiedere un visto per effettuare visite brevi d’affari su invito di aziende locali. È sospesa inoltre, per lo stesso periodo di tempo, la possibilità di evitare l’isolamento fiduciario al rientro, per i titolari di Residence Card che intendano lasciare il Giappone per un breve viaggio d’affari.
I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diversa determinazione da parte delle competenti autorità del Giappone.
I cittadini stranieri che abbiano soggiornato in Paesi soggetti al divieto d’ingresso (vedasi elenco nella sezione sanitaria di questa scheda) nei quattordici giorni precedenti la richiesta di ingresso in Giappone non possono entrare nel Paese dopo le ore 0:00 del 4 gennaio fino a data da definirsi, anche se in possesso di un visto con “EX-R” rilasciato Rappresentanze diplomatiche giapponesi all’estero.
E ‘stata decisa inoltre la sospensione del rilascio di nuovi visti “EX-R” da parte di tutte le Rappresentanze diplomatiche giapponesi all’estero dal 28 dicembre 2020 fino a data da definirsi.
Per le vigenti disposizioni si rimanda inoltre al sito del Ministero degli Affari Esteri giapponese

Situazione voli: In esito alle sempre più stringenti misure restrittive relative all’ingresso di cittadini stranieri nel Paese, la maggior parte dei voli tra il Giappone e altri Paesi, in particolare Europei, sono stati sospesi o cancellati. I voli diretti da/per l’Italia operati da Alitalia sono sospesi fino a nuova comunicazione. Si prega di contattare le singole compagnie o agenzie di viaggio per avere dettagli su eventuali cancellazioni o su eventuali richieste di test per salire a bordo.
L’Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO) ha un numero diretto (+8150 38162787) h24 che fornisce informazioni turistiche e consigli relativi al coronavirus.
Per le ulteriori misure adottate dalle autorità locali, si raccomanda di consultare la sezione Situazione Sanitaria- Malattie Presenti di questa scheda.

A partire dal gennaio 2020 si sono registrati nel Paese casi di contagio da “nuovo coronavirus ” (COVID-19).

Le autorità sanitarie giapponesi attuano misure di controllo maggiori negli aeroporti e porti di ingresso nel Paese prevedendo procedure di quarantena più rigide e procedendo a controlli medici accurati per le persone in arrivo nel paese, che possono comprendere anche una ospedalizzazione forzata. Si raccomanda di seguire ogni indicazione e richiesta da parte delle autorità locali in merito ai controlli medici.

Come ulteriore misura preventiva contro il diffondersi del virus, il Giappone ha stabilito che, salvo casi straordinari, non possono entrare nel territorio nazionale i cittadini stranieri che provengano da tutto il territorio italiano o vi siano stati nei 14 giorni precedenti all’arrivo sul territorio giapponese, con effetto di immediato respingimento alla frontiera. Tale misura si applica anche a chi proviene da Andorra, Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Iran, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Paesi Bassi, Portogallo, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Città del Vaticano, Stati Uniti, Regno Unito, Albania, Armenia, Israele, Ecuador, Canada, Nord Macedonia, Cipro, Grecia, Croazia, Kosovo, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Slovacchia, Serbia, Repubblica Ceca, Cile, Dominica, Turchia, Panama, Ungheria, Bahrain, Filippine, Finlandia, Brasile, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina, Bolivia, Polonia, Malesia, Moldova, Marocco, Montenegro, Mauritius, Lettonia, Lituania e Romania, cui si sono aggiunte il 27 aprile anche Federazione Russa, Ucraina, Bielorussia, Gibuti, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Kuwait, Arabia Saudita, Perù, Antigua e Barbuda, St. Kittis e Nevis, Barbados, Repubblica Dominicana. Il 13 maggio altri 13 Paesi sono stati aggiunti alla lista: Maldive, Messico, Colombia, Kazakhstan, Guinea Equatoriale, Guinea Bissau, Uruguay, Bahamas, Honduras, Azerbaijan, Capo Verde, Gabon, Sao Tomè e Principe. Il 27 maggio sono stati aggiunti Afghanistan, Argentina, Bangledesh, El Salvador, Ghana, Guinea, India, Kyrghizistan, Pakistan, Sud Africa, Tajikistan.  Il 1 luglio sono stati aggiunti Algeria, Camerun, Repubblica Centroafricana, Costa Rica, Cuba, Eswatini, Georgia, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Iraq, Giamaica, Libano, Mauritania, Nicaragua, Saint Vincent and Grenadines, Senegal.
Il 24 luglio sono stati aggiunti Botswana, Comore, Kenya, Liberia, Libia, Madagascar, Namibia, Nepal, Autorità Nazionale Palestinese, Paraguay, Repubblica del Congo, Somalia, Sierra Leone, Sudan, Suriname, Uzbekistan, Venezuela. Il 28 agosto sono stati aggiunti Bhutan, Trinidad and Tobago, Belize, Etiopia, Gambia, Zambia, Zimbabwe, Tunisia, Nigeria, Malawi, Sud Sudan, Ruanda, Lesotho.

Solo i cittadini stranieri titolari di “residence card” valida possono entrare in Giappone in deroga a questo “travel ban”. Coloro che sono fuori dal Giappone e intendono rientrarvi devono sottoporsi ad un test PCR che attesti la negatività al COVID-19. Tale test dovrà essere effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo verso il Giappone.

Il test, inoltre, deve essere compilato e firmato su apposito modulo richiesto dalla autorità giapponesi. Per maggiori dettagli si rimanda all’annuncio diramato dal Ministero degli Affari Esteri del Giappone nonché al sito dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo.

Al momento dell’arrivo in aeroporto in Giappone le autorità locali effettueranno un test salivale. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato di tale ulteriore test (3 ore). Quanti risulteranno negativi al COVID-19 saranno indirizzati presso una struttura indicata dalle autorità locali dove dovranno restare in isolamento 3 giorni, al termine dei quali effettueranno un ulteriore test PCR. Coloro che risulteranno negativi potranno infine lasciare l’aeroporto con i propri mezzi (vi è infatti il divieto di ricorrere a mezzi di trasporto pubblici) e dovranno osservare l’obbligatoria quarantena di 11 giorni presso l’indirizzo di residenza/domicilio che dovrà essere notificato alle autorità di immigrazione all’arrivo. Quanti risulteranno positivi dovranno seguire i protocolli sanitari indicati dalle competenti autorità giapponesi, protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee presso strutture alberghiere o ricoveri presso strutture sanitarie, a seconda della gravità della situazione clinica.

Infine, a partire dal 1° ottobre 2020, possono richiedere il relativo visto d’ingresso alle autorità diplomatico-consolari giapponesi all’estero (in Italia: l’Ambasciata del Giappone a Roma e il Consolato Generale del Giappone a Milano) quanti abbiano già uno status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per motivi di studio o lavoro) e quanti intendano effettuare brevi visite d’affari, a condizione che il/la richiedente sia assistito/a da un’azienda invitante o altro ente/soggetto che possa garantire il rispetto delle misure di isolamento fiduciario previste dall’ordinamento locale (14 giorni) e di tutti i protocolli sanitari vigenti. Gli ingressi autorizzati da parte giapponese saranno ad ogni modo contingentati. Anche in tal caso, ove ottenuto il richiesto visto d’ingresso, è sempre necessario esibire un certificato che attesti la negatività da COVID-19 (test da effettuarsi nel Paese di provenienza entro le 72 ore dalla partenza del volo per il Giappone). All’arrivo in aeroporto in Giappone si sarà nuovamente testati.
Si prega di prendere attenta visione del comunicato del Ministero degli Esteri del Giappone (https://www.mofa.go.jp/ca/f9a/page22e_000921.html) e di seguire scrupolosamente tutte le indicazioni in merito a modelli da utilizzare e documenti da produrre in sede di richiesta del visto e al momento dell’arrivo in Giappone. I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diversa determinazione da parte delle competenti autorità del Giappone.

Il 24 dicembre il Governo giapponese, a seguito del diffondersi della variante inglese del nuovo coronavirus, ha adottato misure più stringenti per l’ingresso di stranieri nel Paese (vedasi avviso in evidenza)

Tra l’altro, cittadini stranieri che hanno soggiornato in paesi/regioni soggette al divieto d’ingresso nei quattordici giorni precedenti la richiesta di ingresso in Giappone non possono entrare nel Paese dopo le ore 0:00 del 4 al 31 gennaio 2021 anche se in possesso di un visto con “EX-R” rilasciato Rappresentanze diplomatiche giapponesi all’estero.