Il mio diario di viaggio 2019

Dopo aver visitato più volte città come Tokyo e Kyoto ho deciso che era l’ora di iniziare a visitare luoghi meno battuti dai turisti e fare nuove esperienze.

La scelta per questo viaggio è ricaduta sulla parte sud-ovest del paese. La prima parte del viaggio dedicata alla zona del Chugoku con una 2 giorni in bicicletta sulla Shimanami Kaido e la seconda parte del viaggio nel Kyushu.

Partiamo prestissimo da Levico in direzione Venezia per prendere il volo Lufthansa per Francoforte. Volo puntuale, a Francoforte abbiamo la coincidenza con il volo per Nagoya, la coda per il controllo è parecchio lunga e i controlli lenti, ma abbiamo un sacco di tempo.

Il volo per Nagoya parte e arriverà con circa 1 ora di ritardo.
Arrivati a Nagoya sbrighiamo le pratiche doganali e dell’immigrazione e qui mi capita un fatto curioso, l’addetta al controllo passaporti inizia a confrontare la foto del passaporto e dopo circa 1 minuto mi porge il passaporto e mi chiede se fosse mio il documento. Le spiego che avevo tagliato i capelli (nella foto avevo i capelli lunghi). Si fa una risata e mi applica il visto turistico, il quinto, sul mio passaporto.

Recuperiamo le valigie e prendiamo il treno della Meitetsu che collega l’aeroporto alla stazione JR di Nagoya. Qui facciamo il biglietto con posti non riservati per Shin Osaka. Saliamo sul primo Shinkansen che passa (il biglietto con posti non riservati ti permette di prendere qualsiasi Shinkansen su quella tratta nel corso della giornata di validità del biglietto.) ma ahimè tutti i posti sono occupati e quindi ci facciamo circa 50 minuti in piedi.
Scesi alla stazione di Shin-Osaka andiamo all’ufficio JR e scambiamo il nostro voucher nel pass JR West Sanyo San’in da 7 giorni. Questo pass comprende tutti gli Shinikansen (compresi Nozomi) tra Shin-Osaka e Hakata (Fukuoka), in più tutti i treni nella zona tra Kansai e Chugoku. Inoltre è compreso il treno (senza supplementi) per raggiungere Tottori.

Prendiamo quindi il primo Shinkansen per Himeji, dove alloggeremo per i prossimi giorni. Arriviamo in hotel verso le 15, lasciamo le valigie in camere e ci dirigiamo subito verso il castello. Qui troviamo un mercato di prodotti artigianali.
Giriamo per il grande parco e tutto attorno al castello.
Tramontato il sole torniamo verso l’hotel e decidiamo di andare a mangiare in un ristorante dove fanno solo anguilla.

La mattinata di oggi la dedichiamo alla visita del Monte Shosha. Dopo aver preso il biglietto che comprende la corsa in bus (andata e ritorno) e la funivia (a/r) a 1420 Yen, prendiamo il bus numero 8 e in circa 30 minuti raggiungiamo la stazione della funivia per il monte. Presa la funivia, in 4 minuti si arriva all’inizio della zona del Enkakuj. Paghiamo l’entrata di 500 Yen e iniziamo la passeggiata nel bosco. Raggiungiamo il tempio principale, che si raggiunge da una brevea ripida scalinata. Questo tempio è il 27° di 33 del pellegrinaggio dell’ovest del Giappone. Prendiamo poi un sentiero tortuoso e arriviamo al Daikodo. Gli edifici sono imponenti, qui hanno girato alcune scene del film “L’ultimo samurai” con Tom Cruise. La passeggiata sul monte dura circa 2 ore.

Torniamo quindi verso Himeji e prendiamo il treno per Maiko. Qui facciamo una breve sosta e ci soffermiamo a vedere il ponte Akashi, che collega l’isola di Honshu con lo Shikoku passando dall’isola di Awaji. La progettazione di questo ponte iniziò a fine anni 70. Nell’88 iniziarono i lavori. Nel 1993, durante la costruzione, subì il grande terremoto di Kobe, una delle due torri si sposto di ben 120 cm. Il ponte Akashi è il ponte sospeso più lungo del mondo.

Riprendiamo il treno e ci fermiamo a Kobe. Qui decidiamo di fare una “pazzia”, provare la famosissima carne di Kobe. Andiamo al ristorante Mouriya e ordiniamo un set che comprende un antipasto, verdure alla piastra e una bistecca di 180g. Il tutto alla modica cifra di 36430 Yen (per due persone). Il servizio è impeccabile. Un cuoco cucina appositamente per te davanti ai tuoi occhi. La carne è buonissima, ma sinceramente, il prezzo è un po’ eccessivo.

Dopo pranzo visitiamo il santuario di Ikuta e poi Chinatown, dove si trovano una miriade di piccoli negozietti che vendono Street food. Andiamo poi al palazzo del governo di Kobe e saliamo al 24° piano per vedere la città e il mare dall’alto.

Finita la breve visita a Kobe, prendiamo il treno della Hankyu per Mukonoso. Qui abbiamo appuntamento con Marco Ferrari (Marchino in Giappone), Dario e Inami. Andiamo a cena in un piccolo ristorante dove servono okonomiyaki e altri piatti alla piastra. Tutto molto buono e cuoco supersimpatico. Dopo cena andiamo a bere un caffè da Fabrizio, il proprietario si è trasferito qui tanto tempo fa da Roma, e gestisce il suo ristorante italiano.
Salutiamo quindi Marco, Dario e Inami e prendiamo il treno per tornare a Kobe. Qui breve tratta in metropolitana e poi shinkansen verso Himeji.

Questa mattina abbiamo preso il treno Super Hakuto da Himeji per Tottori. In circa 1 ora e 30 siamo arrivati sulla costa nord. Grazie al nostro pass regionale, possiamo noleggiare gratuitamente una bicicletta per tutto il giorno. Le bici però sono monomarcia.

Ci dirigiamo verso la ciclabile che porta alle dune di sabbia. In 40 minuti e 10km raggiungiamo l’oceano e le famose dune di sabbia di Tottori. Parcheggiamo la bici e ci incamminiamo verso la spiaggia. Scaliamo quindi la duna più grande, sarà alta almeno 30 metri. Da qui si può osservare l’oceano. Lasciamo le dune e andiamo a mangiare qualcosa, un ramen e un katsu curry. Acquisto poi delle pere nijisseiki da un signore che me ne regala una.

Riprendiamo le bici in direzione delle rovine del castello. Il parco è carino e si sale lungo le antiche mura del castello. Dopo ci dirigiamo verso ovest e visitiamo una serie di templi. Dopo le brevi visite andiamo verso la stazione. Andare a sinistra con le biciclette è una cosa abbastanza strana. Riconsegnate le bici, prenotiamo il treno per il ritorno.

Tornati ad Himeji andiamo prima da Daiso a comprare un coltello per tagliare le pere (110 yen, inclusa una forchetta). Mangiamo poi ad un kaiten sushi vicino alla stazione, prima di tornare in hotel

Oggi lasciamo Himeji e ci spostiamo verso Okayama. Dopo una ventina di minuti arriviamo alla stazione. Lasciamo le valigie al deposito bagagli e prendiamo un bus per il giardino Korakuen (ovviamente sbagliamo bus e dobbiamo scendere a metà strada). Andiamo quindi prima al castello (ricostruito nel 1966 perché distrutto durante la guerra). L’interno è strutturato come museo e ha poco del castello. Andiamo poi al giardino Korakuen, considerato tra i 3 più belli del Giappone. Il giardino è molto bello e sullo sfondo si vede anche il castello. Dopo circa 1 ora di visita, riprendiamo il bus (questa volta giusto) e andiamo in stazione a prendere il treno per Bizen-Ichinomiya.

Qui noleggiamo una bici per percorrere la ciclabile Kibiji. La ciclabile si snoda su 18 km nella campagna a ovest di Okayama. Subito alla partenza si trovano due templi. Poi si inizia a pedalare tra i campi di riso. Il percorso è ben segnalato. Circa a metà, facciamo una piccola deviazione per andare a mangiare udon con tempura in un piccolo fast food fai da te.

Riprendiamo a pedalare e a circa 5 km visitiamo l’ultimo tempio, designato patrimonio storico nazionale. Ultimi km nella cittadina di Soja, dove vicino alla stazione riconsegniamo le bici e compiliamo un questionario. Dopo il giro in bici andiamo in treno a Kurashiki e visitiamo la parte vecchia, sulla quale altura si trova un tempio buddista. Poi facciamo una passeggiata lungo il caratteristico canale.
Torniamo a Okayama a recuperare le valigie e con lo shinkansen arriviamo a Fukuyama dove prendiamo un treno locale per Onomichi. Qui, a circa 300 metri dalla stazione prendiamo il traghetto che ci porta sull’isola di Mukaishima in un paio di minuti e 60 Yen. Il minshuku si chiama Kono Onsen (prenotato su Rakuten Travel) e si trova proprio di fronte al porticciolo. Posiamo le valigie e andiamo a mangiare un ottimo okonomiyaki qui vicino prima di andare a dormire.

Oggi iniziamo il percorso ciclabile dello Shimanami Kaido. Verso le 8.30 andiamo al centro noleggio biciclette, presso il comune di Mukaishima. Ritirate le bici partiamo subito seguendo la linea blu lungo la strada, che contraddistingue tutto il percorso ufficiale. La strada è pianeggiante per tutta la prima isola (Omishima). Il percorso è su strada normale, ma arrivati al primo ponte, ci si sposta su una rampa dedicata alle biciclette e ai motorini fino a 125cc. Subito dopo il ponte facciamo la prima deviazione verso il monte Shirataki. Arriviamo al parcheggio a 180 metri d’altitudine e lasciamo lì le biciclette. Saliamo a piedi fino alla cima, da dove si ha una bellissima vista a 360 gradi.

Torniamo indietro e riprendiamo il percorso ufficiale. Superata l’isola di Innoshima, ci fermiamo al tempio di Kousanji su Ikuchijima. Il complesso è molto grande e all’interno si trova anche una grotta con 1000 buddha e una struttura costruita interamente con marmo di Carrara. Verso le 14 arriviamo sulla quarta isola, Omishima e facciano in tempo a prendere il traghetto per Okunoshima o più comunemente conosciuta come l’isola dei conigli. Qui si trovano tantissimi conigli in libertà, su tutta l’isola. L’isola è stata sede di fortificazioni militari a inizio 900 e poi di un laboratorio segreto dove producevano gas da utilizzare in guerra. La presenza dei conigli è controversa, c’è chi dice che siano quelli sopravvissuti dagli esperimenti per il funzionamento dei gas, ma la teoria più plausibile è che siano stati portati da studenti negli anni 70. Sull’isola si trovano ancora i manufatti abbandonati dei laboratori.

Finito il giro, torniamo su Omishima e andiamo al minshuku Nagisa (prenotato via email) dopo aver percorso 50 km.
Qui ci accoglie una signora che non parla una parola di inglese, ma a gesti ci capiamo. Ci spiega dove si trova il bagno comune con la vasca e dove sarà servita la cena (alle 18.30). Dopo una bella lavata, andiamo all’ingresso, dove incontriamo 3 signore inglesi che erano partite la mattina da Imabari. Cena tipica giapponese con ogni tipo di cibo, dal sashimi alla tempura, dal pesce al riso. Finita la cena andiamo in camera a prepararci per la notte.

Partiamo dal minshuku per percorrere la seconda parte dello Shimanami Kaido. Come prima tappa andiamo a visitare il santuario Oyamazumi.

Il cielo è nuvoloso, ma per fortuna non piove. Proseguiamo a pedalare e ci fermiamo a vedere i delfini sull’isola di Hakata.

Attraversiamo l’isola di Hakata e prima di arrivare all’ultimo ponte che arriva sullo Shikoku, andiamo sul monte Kirosan, 3km di salita molto impegnativi, ma la fatica è stata ripagata da una bellissima vista. Proseguiamo il tragitto fino ad arrivare all’ultimo ponte, che è lungo più di 4km. Per raggiungere la ciclabile sul ponte c’è una specie di chiocciola, per rendere la salita più dolce. Sul ponte c’è un forte vento contrario. Arrivati sullo Shikoku ci dirigiamo verso Imabari, il nostro traguardo. Prima di riconsegnare le biciclette, passiamo davanti al castello. Vicino alla stazione consegniamo le bici e prendiamo il bus che ci riporta vicino al minshuku sull’isola di Mukaishima.
Dopo una bella doccia, prendiamo il traghetto e andiamo a cenare in un locale dove fanno yakitori. Riprendiamo il traghetto e andiamo a dormire al Kono onsen.

Prendiamo le valigie e riprendiamo il traghetto per Onomichi. Lasciamo i bagagli al deposito e iniziamo a visitare la zona dei templi. Onomichi si trova tra il mare e le montagne e i templi si trovano sulle pendici delle colline circostanti. La città è molto carina, si cammina tra vicoli dove non passano macchine, ma ogni tanto qualche motorino, e dove è facile trovare qualche gatto. Saliamo fino al punto panoramico, da dove si vede tutta la città e la vicina isola di Mukaishima. Proseguiamo verso est e visitiamo altri templi. Torniamo poi verso la stazione passando per la “classica” via dello shopping coperta che si trova in tutte le città giapponesi.

Riprendiamo i bagagli e prendiamo il treno locale per Fukuyama. Qui mentre aspettiamo il nostro shinkansen per Fukuoka, si ferma al nostro binario l’Hello Kitty Shinkansen, un treno a tema bianco rosa che raffigura la famosissima gattina giapponese.

Prendiamo il treno e dopo aver mangiato il nostro bento a bordo del treno, arriviamo ad Hakata (il nome della stazione principale di Fukuoka). Portiamo le valigie all’ostello e ci dirigiamo in metro verso la Fukuoka Tower. Qui ammiriamo la città dall’alto aspettando il tramonto. Andiamo quindi in bus verso Canal City, il traffico è molto intenso e ci mettiamo un’eternità. Qui mangiamo del ramen in un tipico Yatai sul fiume. Dopo facciamo una breve visita al vicino centro commerciale, dove per caso assistiamo ad una esibizione di luci e acqua ispirata al manga Neon Genesis Evangelion.
Torniamo quindi all’ostello.

Oggi siamo andati a visitare la città termale di Beppu, una delle più famose località termali del Giappone. Abbiamo preso un treno limited express che in circa due ore ci ha portato nella città. Piccola curiosità. Arrivati alla stazione di Kokura, abbiamo dovuto girare i sedili perchè il treno invertiva la marcia. Arrivati prendiamo il bus per raggiungere i primi 5 inferni di 7. Gli inferni di Beppu sono dei siti dove si trovano delle sorgenti termali. Ogni inferno ha le sue caratteristiche. Visitiamo in sequenza i primi 5 inferni che si trovano abbastanza vicini uno dall’altro, collezionando i famosi timbri, che si trovano un po’ ovunque, dai luoghi d’interesse alle stazioni ferroviarie.
Finita la visita, prendiamo il bus per raggiungere gli altri 2 inferni. In uno si trova un geiser e l’altro ha l’acqua color sangue.
Dopo questi due inferni andiamo verso la stazione della funivia per salire sul monte Tsurumi. Purtroppo in cima c’è una fitta nebbia e si vede qualcosa solo salendo con la funivia. In cima al monte invece non si vede nulla, ma facciamo comunque un giro.
Torniamo in stazione e prendiamo il treno per Fukuoka. In stazione andiamo a mangiare un tonkotsu ramen.

Oggi abbiamo preso un altro treno. Questa volta con destinazione Nagasaki. In circa due ore arriviamo nella città tristemente nota per lo sgancio della seconda bomba atomica il 9 Agosto 1945.

Scendiamo alla stazione di Urakami, che si trova vicino al museo e al parco della pace. Qui si trova anche l’ipocentro dove esplose la bomba.

Il museo è molto toccante e spiega i danni della bomba, perchè fu scelta Nagasaki e si trovano anche diversi reperti. Dopo il museo andiamo alvicino parco, dove però l’atmosfera è rovinata da centinaia di turisti cinesi che fanno un casino infernale.

Ci spostiamo in tram verso il fiume Nakashima, dove prima visitiamo un santuario shintoista sulla collina per poi seguire il corso del fiume, dove si trovano diversi ponti in pietra, tra cui il ponte degli occhiali, chiamato cosi perchè con i suoi doppi archi riflessi nell’acqua, sembra di vedere un paio di occhiali.

Dopo aver pranzato andiamo a vedere la “collina olandese”. Qui si trovano diversi edifici in stile europeo/olandese. Nagasaki infatti era il primo porto verso il commercio con l’Europa, soprattutto con i portoghesi e gli olandesi.

Riprendiamo il tram e andiamo a Chinatown e poi nella zona dei templi (a est) dove visitiamo il  Sofukuji e il santuario Yasaka.

Si sta facendo sera e andiamo a prendere la Nagasaki Ropeway (funivia) per salire in cima al monte Inasayama e vedere il tramonto e la città di notte.

Nagasaki mi è piaciuta parecchio come città. Secondo me è molto più bella di Hiroshima.

Torniamo quindi in stazione e prendiamo il treno per tornare a Fukuoka. In stazione andiamo a mangiare in un ristorante che propone piatti di Okinawa.

Ultimo giorno a Fukuoka. Oggi abbiamo in programma di andare al torneo di Sumo che si sta svolgendo in questi giorni in città. Inizialmente avevo pensato di andare la mattina e poi spostarmi a Kumamoto il pomeriggio. Mi è stato però consigliato di andare a vedere il torneo nel pomeriggio (dalle 15 alle 18 combattono i campioni e c’è molta più gente al palazzetto).

Decidiamo quindi di andare la mattina a Kumamoto. Prendiamo lo shinkansen e in 40 minuti arriviamo. Come prima cosa andiamo a visitare il giardino Suizenji. Questo è un giardino paesaggistico, dove è stato riprodotto anche il monte Fuji. Dopo la visita prendiamo il tram e andiamo a vedere il castello, uno dei pochi originali rimasti in Giappone. Putroppo il castello non si può visitare, perchè è stato gravemente danneggiato da un terremoto di magnitudo 7.0 della scala Richter nel 2016. I danni sono ancora ben visibili e i lavori dovrebbero durare fino al 2026.

Dopo la breve visita a Kumamoto torniamo a Fukuoka e andiamo al Fukuoka Kokusai Center, il palazzetto dove si svolge il torneo di sumo.

Il sumo è sport nazionale in Giappone e i lottatori sono visti quasi come delle divinità.

L’atmosfera è molto bella e pian piano mi faccio appassionare da questo “strano” sport. Verso le 18 la seconda giornata del torneo finisce e usciti dal palazzetto ci mettiamo in fila per prendere il bus diretto in stazione. Qui hanno predisposto appositamente per il torneo, dei bus diretti.

Recuperiamo le valigie che avevamo lasciato in un coin locker (1000 Yen per 2 valigie medie). Prendiamo lo Shinkansen per Kumamoto dove dobbiamo cambiare il voucher per il Southern Kyushu Pass (per la prima parte abbiamo usato il Northern Kyushu Pass). Cambiato il pass prendiamo un altro Shinkansen per raggiungere la città di Kagoshima.

Arrivati in stazione prendiamo il tram e arriviamo all’hotel che si trova in zona Tenmonkon. Lasciamo le valigie e andiamo a mangiare shabu shabu in un ristorante li vicino.

Dopo aver preso qualcosa per fare colazione in un conbini andiamo al porto di Kagoshima e prendiamo il traghetto che in 15 minuti (200 Yen) ci porta su Sakurajima. Questa era un’isola vulcanica fino al 1914. Il Sakurajima infatti è uno dei più attivi e pericolosi vulcani del Mondo. Nel 1914 ci fu una forte eruzione, la cui lava unì l’isola al Kyushu, diventando di fatto una penisola.

Il vulcano è in piena attività e si vede continuamente sbuffare cenere in cielo. Ogni tanto ci sono delle eruzioni esplosive, ma queste difficilmente si vedono da Kagoshima, perchè il cratere si trova nella parte “nascosta”.

Arrivati su Sakurajima prendiamo il pass giornaliero (500 Yen) per il bus turistico che fa un percorso circolare. Saliamo e dopo circa 25 minuti arriviamo al punto panoramico ad un’altitudine di circa 350 metri. Da qui si vede da vicino la cima del vulcano (1117 metri). La zona attorno al cratere è interdetta per 2 km di raggio a causa dell’elevata attività vulcanica. Il bus fa una sosta di 15 minuti per poi tornare verso il porto.

Proseguiamo oltre il porto sempre con il bus e scendiamo in una zona boscosa. Da qui torniamo a piedi verso il porto. La giornata è abbastanza calda, siamo sui 15 gradi e si sta tranquillamente in maniche corte.

Arriviamo dunque in prossimità del porto, dove si trovano delle vasche gratuite dove fare un pediluvio nelle acque termali. Dopo andiamo a comprare qualcosa da mangiare in un vicino supermercato.

Nel primo pomeriggio andiamo in un parco dove si trovano statue di dinosauri e dove ammiriamo ancora l’imponente vulcano.

Torniamo al porto e riprendiamo il traghetto per Kagoshima. Arrivati al porto andiamo a piedi al punto panoramico Shiroyama da cui si vede benissimo la città di Kagoshima e il Sakurajima.

Torniamo in hotel e poi usciamo a cena. Andiamo a mangiare un tonkatsu di maiale nero di Kagoshima al ristorante Kurokatsutei.

La giornata di oggi è dedicata alla visita della zona di Ibusuki, a sud di Kagoshima. Prendiamo il treno Nanohana che ci porta a Ibusuki in poco più di un’ora. Alla stazione noleggiamo delle bici elettriche (un po’ datate) e andiamo verso delle onsen con annessi bagni di sabbia. Parcheggiamo le nostre biciclette e acquistiamo il biglietto d’ingresso. Come prima cosa ci portano in auto ai bagni di sabbia. Qui dobbiamo acquistare un piccolo asciugamano e ci danno uno yukata. Indossato lo yukata (senza alcun vestito sotto), ci accomodiamo sulla sabbia (l’asciugamano serve per non sporcarsi i capelli) e iniziano a “seppellirci” di sabbia caldissima (a 60 gradi), riscaldata dalle acque termali. Il tempo di permanenza è di 10, massimo 15 minuti. Mentre siamo sotto la sabbia la signora ci fa un bel servizio fotografico con il mio smartphone (servizio incluso nel prezzo). Dopo essere usciti dalla sabbia ci si spogli e ci si lava prima di rivestirsi. Finiti i bagni di sabbia ci riportano all’onsen dove ci facciamo un bel bagno caldo e rilassante.

Riprendiamo quindi le biciclette e andiamo verso la stazione di Nishi-Oyama, la stazione più a sud del Giappone.

Proseguiamo e per pranzo ci fermiamo a mangiare in un particolare ristorante, dove al centro del tavolo c’è una specie di vasca rotonda dove scorre dell’acqua di sorgente fredda. Qui vanno immersi gli spaghetti che girano vorticosamente nell’acqua.

Purtroppo il tempo peggiora e minaccia pioggia (che poi per fortuna non arriverà) e quindi rinunciamo ad andare a capo Nagasakibana e torniamo verso Ibusuki. Riconsegniamo le biciclette e ci rilassiamo in attesa del treno facendo un pediluvio in acqua termale in una vasca di fronte alla stazione.

Torniamo a Kagoshima e dopo essere passati in hotel per una doccia, andiamo a mangiare del ramen in una catena che si chiama Tenkaippin.

Sveglia molto presto, alle 7.40 abbiamo il traghetto veloce (Jetfoil) verso l’isola di Yakushima. Il biglietto di andata e ritorno (acquistato qualche giorno prima al porto) costa 16600 Yen e il traghetto impiega 2 ore, facendo una fermata a Ibusuki.

Il traghetto non è molto affollato, anzi, e il viaggio è tranquillo (bisogna rimanere seduti con le cinture allacciate, perchè il traghetto viaggia a 80km/h).

Arrivati al porto di Miyanoura (Yakushima), andiamo subito a prendere il bus che ci porta all’inizio del trekking Shiratani Unsui. Lungo la tortusa strada incrociamo anche dei macachi che non ne vogliono sapere di spostarsi dalla sede stradale.

Arrivati, iniziamo subito il trekking (ingresso 500 Yen) lungo i sentieri dentro la foresta di cedri millenari. Questi luoghi hanno ispirato il regista Miyazaki per il suo film “La principessa Mononoke”. Saliamo e scendiamo lungo il sentiero in un ambiente bellissimo pieno di vegetazione e corsi d’acqua. Raggiungiamo poi una roccia con una vista dall’alto sull’isola, ma ci fermiamo pochissimo a causa del forte vento.

Decidiamo di scendere dalla parte opposta e dopo circa 1km di sentiero, ci agganciamo ad un altro “trekking” che percorre una vecchia ferrovia a scartamento ridotto.

Scendiamo lungo la ferrovia (al centro sono state installate delle mensole in legno per agevolare la camminata). Attraversiamo ponti non protetti che superano altezze non indifferenti fino a raggiungere la fine del percorso, dove si trova la fermata del bus.

Mentre attendiamo il bus, facciamo due chiacchiere con un ragazzo di Nagasaki e viene fuori che ho visto più luoghi io del Giappone che lui.

Per tornare a Miyanoura prendiamo due bus e impieghiamo più di un’ora.

Arriviamo belli stanchi, dopo 10 km di trekking nei boschi al nostro minshuku Umikawa. Qui troviamo le chiavi attaccate ad un bigliettino con il mio nome. Confrontiamo i kanji sul portachiavi con quelli sulle porte delle stanze ed entriamo.

Poco dopo arriva il proprietario e paghiamo la tariffa (8000 Yen per una notte per due persone).

Il proprietario ci spiega poi che la porta d’entrata è sempre aperta e che lui lascia tranquillamente le chiavi sulla macchina, tanto qui non ci sono ladri.

Dopo una bella doccia, usciamo e ci dirigiamo verso il piccolo paese di Miyanoura. Entriamo in un locale e dopo esserci seduti per terra (che dolore alle gambe) ordiniamo vari piatti tra cui sushi, patate dolci in tempura, pesce volante e tofu di Nagata (il paese che si trova a nord dell’isola). A metà cena il cuoco mi fa un gradito regalo, dandomi una decina di pezzi di sashimi.

Rifocillati, torniamo al minshuku, non prima di aver fatto la spesa, per la colazione della mattina seguente, al supermercato di fronte.

Questa mattina andiamo a vedere le spiagge a nord dell’isola, dove tra maggio e agosto nidificano le tartarughe marine. Prendiamo uno dei pochi bus giornalieri e scendiamo a Isso beach. Da qui andiamo lungo una strada, circa 2 km, verso un faro. Nel tragitto visitiamo il piccolo santuario Yahazudake, incastonato tra le rocce sull’oceano. Proseguiamo quindi verso il faro, da dove si può ammirare la vastità dell’oceano che circonda l’isola.

Tornando indietro, si ferma una coppia di signori giapponesi in macchina, che gentilmente ci chiedono se vogliamo un passaggio. Accettiamo volentieri e ci riportano a Isso beach. Visto che abbiamo un po’ di tempo prima che passi il bus per tornare verso Miyanoura, decidiamo di rilassarci un attimo tastando con i piedi l’acqua dell’oceano.

La sabbia della spiaggia ha dei granelli molto grossi rispetto alla sabbia a cui siamo abituati. L’acqua è pure tiepida e il sole scalda parecchio.

Riprendiamo il bus e torniamo verso Miyanoura. Scendiamo all’inizio della strada che porta ad un altro sentiero che porta verso il trekking Shiratani Unsui (quello fatto il giorno prima). Qui non incontriamo praticamente nessuno. Lungo il percorso vediamo anche diverse piantagioni di tè. Dopo aver percorso una parte del sentiero decidiamo di tornare indietro verso la fermata del bus. Arrivati alla fermata abbiamo un po’ di tempo per prendere qualcosa da mangiare al supermercato.

Torniamo quindi verso il porto e alle 16 prendiamo il traghetto che ci riporta verso Kagoshima.

Yakushima è una bellissima isola subtropicale. Probabilmente bisognerebbe dedicarle qualche giorno in più e magari approfittare delle diverse onsen che l’isola offre.

Tornati a Kagoshima portiamo gli zaini in hotel e usciamo per l’ultima cena giapponese.

Troviamo un piccolo ristorantino a Tenmonkan, si chiama Coba ed è a conduzione familiare. Ci sediamo al bancone e ordiniamo degli ottimi okonomiyaki. Prezzo totale 1420 Yen in due.

Ultimo giorno in terra nipponica. Abbiamo un bel po’ di tempo prima di prendere l’aereo dall’aeroporto cittadino.

La mattina andiamo a visitare il giardino Senganen che si trova a nord della città. Molto bello il giardino e ovviamente bellissima vista su Sakurajima. Questo vulcano è diventato ipnotico, in ogni momento della giornata cercavo di intravvederlo, anche per vedere la colonna di cenere e fumo che si alza costantemente dalla cima.

Dopo i giardini torniamo verso il porto e ci fermiamo a mangiare il tonkatsu. Verso le 16 recuperiamo le valigie in hotel e prendiamo il limousine bus che ci porta in aeroporto (la fermata è quasi davanti al nostro hotel) in circa 1 ore.

L’aeroporto di Kagoshima non è molto grande, ma anche qui, davanti all’entrata troviamo la vasca di acqua termale per il pediluvio.

Facciamo il checkin al banco ANA e consegniamo il bagaglio (che ritireremo a Venezia). Il primo volo verso Haneda dura circa 1 ora e mezza e sull’aereo ci sono anche gli schermi su ogni posto, come nei voli intercontinentali.

Arriviamo ad Haneda in perfetto orario e avendo 5 ore di attesa per il prossimo volo, decidiamo di andare a vedere la Tokyo Tower. Facciamo l’abbonamento giornaliero (700 Yen) per la Monorail e in 20 minuti arriviamo ad Hamamatsucho. Ci dirigiamo quindi verso il tempio Zojoji (dove avevo trascorso il capodanno del 2018-2019). Dopo questo breve giretto ritorniamo in aeroporto verso mezzanotte. Abbiamo il volo ANA per Vienna alle 1:55

Il volo è puntuale e in 12 ore arriviamo a Vienna. 3 ore di scalo per poi raggiungere Venezia.

Il clima che ci attende è completamente diverso da quello che abbiamo lasciato.

In 16 giorni di viaggio abbiamo trovato solo alcune giornate nuvolose, temperature quasi sempre sopra i 20 gradi di giorno e solo 5 minuti di pioggia.

Questo è stato un viaggio diverso dagli altri, abbiamo pedalato per due giorni lungo le isole del mare interno di Seto, abbiamo visitato un isola sub-tropicale, visto un torneo di Sumo e girato per luoghi meno battuti dal turismo di massa.

Ho già in progetto nuovi viaggi in Giappone, il prossimo quasi sicuramente dedicato solamente al Tohoku (forse nel 2020).